Autotrasportatori e pescatori ancora in mobilitazione. La protesta si inserisce in una vertenza regionale contro il caro carburante e i costi di gestione. Presidi attivi anche in altri punti nevralgici della Sicilia.
Non si ferma la protesta degli autotrasportatori e dei pescatori al porto di Termini Imerese, dove prosegue la mobilitazione contro il caro carburante e le difficoltà economiche che stanno mettendo in crisi il settore dei trasporti e della pesca.
Nelle ultime ore gli autotrasportatori impegnati nella protesta stanno impedendo l’imbarco dei tir che raggiungono lo scalo portuale per trasportare le merci via mare. Una situazione che continua a creare disagi per gli operatori del settore e a rallentare la movimentazione delle merci.
Il presidio termitano si inserisce in una mobilitazione più ampia che sta interessando diversi punti della Sicilia, con conseguenze sulla circolazione dei mezzi pesanti, sulla logistica e sulla distribuzione delle forniture.
La protesta continua nonostante il confronto con il Governo
La giornata di mercoledì 21 ottobre è stata caratterizzata da una divisione all’interno del mondo dell’autotrasporto siciliano. Dopo l’incontro con il ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Matteo Salvini, il Comitato Trasportatori Siciliani (CTS) ha annunciato la revoca del fermo, mentre altre organizzazioni e gruppi di autotrasportatori hanno deciso di proseguire la protesta.
Al centro della vertenza ci sono soprattutto il prezzo del gasolio, l’aumento dei costi di esercizio e la necessità di interventi economici a sostegno delle imprese, in particolare quelle di dimensioni più piccole.
L’AIAS e altri operatori che non ritengono sufficienti gli impegni annunciati dal Governo hanno confermato la volontà di continuare la mobilitazione, chiedendo misure concrete e risposte in grado di garantire la sostenibilità economica delle attività.
La protesta resta quindi frammentata: una parte degli autotrasportatori è orientata alla ripresa del lavoro, mentre altri mantengono i presidi in attesa di ulteriori garanzie.
Presidi e disagi anche sulle autostrade siciliane
La mobilitazione continua a interessare diversi snodi strategici dell’Isola. A Palermo permane il presidio davanti all’ingresso del porto, mentre il blocco di via Oreto, in prossimità dell’innesto autostradale, è stato rimosso. Altri presidi sono segnalati nell’area di San Gregorio, alle porte di Catania, e a Tremestieri, nella zona sud di Messina.
Le ripercussioni riguardano soprattutto la circolazione dei mezzi pesanti e il regolare trasporto delle merci. La situazione varia da un punto all’altro e non tutti i tratti autostradali risultano interessati da blocchi diretti: è quindi importante distinguere i presidi degli autotrasportatori dai rallentamenti dovuti ai cantieri e alle ordinarie criticità della viabilità.
Sulla A19 Palermo-Catania, sulla A18 Catania-Messina e sulla A20 Messina-Palermo sono inoltre presenti numerosi cantieri e restringimenti di carreggiata, che possono contribuire ad aggravare i tempi di percorrenza. Tra le aree interessate dagli interventi figurano anche i tratti di Cefalù e Buonfornello lungo la A20.
Conseguenze sulla distribuzione delle merci
Dopo diversi giorni di mobilitazione e di consegne rallentate, gli effetti iniziano a farsi sentire anche nella distribuzione commerciale. Secondo le segnalazioni riportate dalla stampa regionale, in alcuni supermercati siciliani si registrano carenze nei reparti alimentari, in particolare per prodotti freschi e refrigerati, tra cui ortofrutta, carne, latticini e surgelati.
Le difficoltà sono legate alla riduzione o all’interruzione dei normali flussi di approvvigionamento. L’impatto non è uniforme sul territorio: i negozi che si riforniscono da produttori e grossisti locali possono risentirne in misura diversa rispetto alle attività maggiormente dipendenti dai trasporti a lunga percorrenza.
La prosecuzione dei presidi rende ancora incerti i tempi per il pieno ripristino della distribuzione.
A Termini Imerese resta alta l’attenzione
Nel porto di Termini Imerese, il mancato imbarco dei tir diretti al trasporto delle merci rappresenta un ulteriore ostacolo alla normale attività logistica. La prosecuzione della protesta mantiene alta l’attenzione sulle conseguenze per gli autotrasportatori, per gli operatori portuali e per le imprese che dipendono dalla regolarità dei collegamenti marittimi.
La vertenza rimane aperta e le prossime ore saranno importanti per capire se si registreranno aperture o se la mobilitazione proseguirà anche nei prossimi giorni.
Resta centrale la richiesta dei manifestanti di ottenere interventi concreti contro il caro carburante e misure capaci di sostenere un comparto che svolge un ruolo essenziale nell’approvvigionamento della Sicilia.

