Una serata per riflettere, ascoltare e prendere posizione. Domenica 21 giugno Villa Niccolò Palmeri ospita la prima edizione di “RESISTERE – Arte e Diritti Umani”, il festival promosso dal gruppo locale di Amnesty International.
In un tempo segnato da guerre, migrazioni forzate, crescenti disuguaglianze e nuove sfide per la tutela delle libertà fondamentali, c’è chi sceglie di rispondere attraverso l’arte. Nasce da questa esigenza “RESISTERE – Arte e Diritti Umani”, il festival organizzato dal Gruppo Amnesty International di Termini Imerese che domenica 21 giugno, alle ore 21, trasformerà i giardini di Villa Niccolò Palmeri in uno spazio di riflessione civile e partecipazione collettiva.
Più che un semplice evento culturale, RESISTERE si propone come un momento di incontro tra musica, letteratura, teatro e attivismo, con l’obiettivo di riportare al centro del dibattito pubblico temi che riguardano tutti: il diritto alla dignità, la libertà di espressione, la partecipazione democratica e la tutela delle persone più vulnerabili.
Quattro parole per raccontare il presente
L’iniziativa ruota attorno a quattro concetti chiave: Migrazione, Partecipazione, Espressione e Bisogno. Quattro parole che raccontano alcune delle questioni più urgenti del nostro tempo e che saranno affrontate attraverso linguaggi artistici diversi, capaci di coinvolgere il pubblico ben oltre la dimensione della semplice informazione.
La scelta del titolo non è casuale. “Resistere” diventa un invito a non restare indifferenti, a difendere i diritti umani e a contrastare ogni forma di esclusione, discriminazione e violenza. Un messaggio che richiama anche le campagne internazionali di Amnesty International, da oltre sessant’anni impegnata nella difesa delle libertà fondamentali e nella promozione della giustizia sociale in tutto il mondo.
Artisti e parole al servizio dei diritti
Sul palco si alterneranno alcune tra le voci più apprezzate del panorama artistico siciliano e nazionale.
Ad aprire nuovi spazi di riflessione saranno le performance musicali di Serena Ganci e Cico Messina, artisti che da anni intrecciano ricerca musicale e attenzione ai temi sociali. Accanto a loro, la partecipazione speciale della cantautrice Giulia Mei, una delle voci emergenti più interessanti della nuova scena musicale italiana.
A dare corpo e voce alle parole saranno invece gli attori Ester Pantano e Corrado Fortuna, protagonisti di letture e interventi dedicati ai diritti umani e alle storie di chi spesso rimane ai margini della narrazione pubblica.
L’arte come forma di attivismo
Da sempre Amnesty International considera l’arte uno strumento privilegiato per sensibilizzare l’opinione pubblica. Non a caso l’organizzazione assegna annualmente il Premio “Arte e Diritti Umani” a personalità che attraverso la cultura contribuiscono a diffondere consapevolezza e impegno civile.
Anche il festival di Termini Imerese si inserisce in questa tradizione, proponendo una formula capace di unire spettacolo e partecipazione attiva. Durante la serata sarà infatti possibile conoscere le campagne attualmente promosse da Amnesty e aderire agli appelli internazionali attraverso la raccolta firme organizzata dai volontari presenti.
Un segnale per il territorio
La scelta di ospitare la manifestazione a Termini Imerese assume un significato particolare. Negli ultimi anni la città ha ospitato numerose iniziative culturali e sociali dedicate all’inclusione, al dialogo e alla valorizzazione della partecipazione civica, confermando il ruolo della cultura come strumento di crescita collettiva.
Con RESISTERE, il gruppo locale di Amnesty International punta a coinvolgere non soltanto gli attivisti e i sostenitori dell’associazione, ma l’intera cittadinanza, invitando ciascuno a interrogarsi sul proprio ruolo nella difesa dei diritti e delle libertà fondamentali.
Informazioni utili
L’appuntamento è per domenica 21 giugno alle ore 21 presso Villa Niccolò Palmeri, in via Giacomo e Nicolò Graffeo 7, a Termini Imerese.
L’ingresso è libero.
Un’occasione per ascoltare musica e parole, ma soprattutto per ricordare che i diritti umani non sono mai acquisiti una volta per tutte. Vanno difesi, esercitati e, quando necessario, resistiti. Perché, come suggerisce il titolo del festival, resistere non è soltanto un verbo: è una scelta quotidiana.


