Nella splendida atmosfera della Festa di San Giuseppe, che ogni anno anima Casteldaccia tra fede, tradizione e folklore, i Maestri Infioratori di Termini Imerese hanno messo in scena un’opera floreale straordinaria che ha conquistato cittadini e visitatori.
Il quadro infiorato, realizzato all’interno della suggestiva piazza della Torre del Baglio, ha attirato fin dalla serata di ieri una folta partecipazione. Un lavoro certosino e coinvolgente, frutto della profonda sinergia con il Comitato Festeggiamenti di San Giuseppe di Casteldaccia, che ha garantito ospitalità e supporto logistico impeccabile.
La presenza dei Maestri Infioratori non è passata inosservata: portatori del nome e dell’arte di Termini Imerese, hanno elevato il prestigio dell’evento e rafforzato i legami culturali tra le due comunità. Non a caso, gli stessi autori hanno dichiarato:
“Per i Maestri Infioratori un vanto essere ospiti a Casteldaccia… ancora una volta portiamo con noi il nome della città di Termini Imerese in giro.”
Quando e come ammirare l’opera
Il quadro infiorato è visitabile per tutta la durata della festa nei seguenti giorni: sabato, domenica e lunedì, nel magnifico Baglio in piazza Duomo, cuore simbolico della manifestazione.
Il contesto è reso ancora più suggestivo dai numerosi momenti che animano la Festa di San Giuseppe, tra cui processione, musica, spettacoli folkloristici, street food e artigianato locale. L’offerta culturale è vivace e variegata, perfettamente in linea con la tradizione estiva della festa.
Un ponte tra arte, fede e territorio
L’allestimento del quadro infiorato rappresenta una perfetta sintesi tra arte effimera (duratura solo pochi giorni) e solidità della tradizione locale. I fiori, nella loro bellezza e fragilità, raccontano la devozione, la memoria e unione che caratterizzano Casteldaccia durante i festeggiamenti del suo Patrono.
Il coinvolgimento dei Maestri Infioratori di Termini Imerese è un ulteriore segnale di apertura verso territori limitrofi, consolidando un’identità culturale siciliana condivisa.

