Ci sono compleanni che arrivano con una torta, delle candeline da spegnere e desideri da affidare al futuro. E poi ce ne sono altri che arrivano in punta di piedi, portando con sé un’assenza che fa ancora rumore.
Oggi Roberta Siragusa avrebbe compiuto 23 anni.
Una giovane età che, per Roberta, è rimasta per sempre ferma a diciassette anni. Il tempo ha continuato a scorrere, i calendari hanno voltato pagina, ma quel 23 gennaio 2021 ha spezzato il futuro di una ragazza e lasciato nella sua famiglia una ferita che, a distanza di cinque anni, continua a fare male.
Roberta, caccamese, aveva appena 17 anni quando fu uccisa nella notte tra il 23 e il 24 gennaio 2021. Il suo corpo venne ritrovato in un dirupo nella zona di Monte San Calogero, dopo che l’allora fidanzato Pietro Morreale si era presentato ai Carabinieri indicando il luogo in cui si trovava. Le indagini e il successivo processo ricostruirono una storia fatta di violenza e gelosia, culminata nella morte della giovane.
Per quell’omicidio, Morreale è stato condannato all’ergastolo. La condanna, confermata in appello nel 2023, è diventata definitiva nel luglio 2024, quando la Corte di Cassazione ha dichiarato inammissibile il ricorso della difesa.
Ma nessuna sentenza può restituire a una madre sua figlia.
E così oggi, nel giorno che avrebbe dovuto essere quello dei 23 anni, Caccamo torna a pronunciare il nome di Roberta.
A farlo, ancora una volta, è la mamma Iana, attraverso parole che raccontano insieme il dolore e l’amore, la rabbia e quella promessa che una madre non smette di mantenere: continuare ad amare la propria figlia anche oltre il tempo.
“Buon compleanno fin lassù bimba mia.”
È così che comincia il messaggio di Iana.
“Oggi avresti compiuto ventitré anni, ma quell’essere violento cinque anni fa ha deciso per te”, scrive, ricordando che dietro quella tragedia c’è una scelta che ha cancellato una giovane vita e lasciato una famiglia a fare i conti con un dolore che non conosce scadenza.
Poi il pensiero diventa una promessa.
“Noi qui continueremo ad AMARTI come non ha saputo fare lui”.
E in quelle parole c’è forse il senso più profondo di questa giornata: perché Roberta non è soltanto il nome di una vittima di femminicidio. È una figlia, una sorella, una nipote, un’amica. È una ragazza che avrebbe dovuto compiere 18, 19, 20, 21, 22 e oggi 23 anni.
Avrebbe dovuto esserci.
Avrebbe dovuto scegliere cosa studiare, dove andare, chi diventare. Avrebbe dovuto spegnere candeline, ricevere abbracci, lamentarsi del tempo che passa e sorridere davanti a una torta.
Invece, ogni anno, il compleanno di Roberta diventa un appuntamento con la memoria.
Un’altra candelina che non verrà mai spenta.
Un altro anno che si aggiunge a quelli che lei non ha potuto vivere.
La sua storia, però, non è stata dimenticata. E oggi il ricordo torna a unirsi alla comunità caccamese, che negli anni ha continuato a custodire il nome di Roberta e a trasformare il dolore in memoria e impegno contro la violenza sulle donne.
Una messa in suo ricordo
Questa sera, 19 agosto, alle ore 19, nella Chiesa dell’Annunziata, sarà celebrata una messa in ricordo di Roberta, proprio nel giorno del suo ventitreesimo compleanno.
Un momento per fermarsi, ricordarla e pronunciare ancora una volta il suo nome.
Perché il tempo può portare via gli anni, ma non necessariamente i ricordi. E forse è proprio questo che resta quando una vita viene spezzata troppo presto: l’amore di chi continua a chiamarti, a cercarti nelle fotografie, nei ricordi, nelle giornate importanti.
Iana lo scrive alla fine del suo messaggio, quasi come una frase da consegnare alla memoria di tutti:
“Lui è per l’odio. Noi viviamo per l’amore.”
E poi quell’ultima frase, semplice e immensa:
“Nessuno muore nel cuore di chi resta.”
Buon compleanno, Roberta. Oggi avresti 23 anni.
Il ricordo della redazione
Anche noi, oggi, ci fermiamo a ricordare Roberta.
Perché ci sono nomi che non possono e non devono diventare soltanto una pagina di cronaca. Nomi che, anche a distanza di anni, continuano a interrogarci e a ricordarci quanto sia importante non smettere di parlare, di raccontare, di chiedere giustizia e di combattere ogni forma di violenza.
Roberta aveva 17 anni quando la sua vita è stata spezzata. Oggi ne avrebbe 23.
Sei anni di vita che non ha potuto vivere, sogni che non ha potuto realizzare, compleanni che non ha potuto festeggiare.
Ma il suo nome continua a vivere.
Vive nella sua famiglia, negli amici, nella comunità di Caccamo e in tutti coloro che, anche soltanto attraverso una fotografia o una storia raccontata, hanno imparato a conoscere Roberta.
Noi di HimeraWeb.it continueremo a ricordarla.
Continueremo a pronunciare il suo nome, a raccontare la sua storia e a custodirne la memoria, perché Roberta non sia mai soltanto “una ragazza vittima di femminicidio”, ma resti ciò che era prima di quella tragedia: una giovane donna, una figlia, una sorella, una ragazza con tutta una vita ancora davanti.
Buon compleanno, Roberta.
Noi non ti dimentichiamo.

