Il 15 agosto 2021 la strada si portò via un ragazzo di appena 21 anni. Salvatore Rizzotto stava tornando verso Termini Imerese quando la sua vita si spezzò sulla Statale 113, a Cefalù. Cinque anni dopo, il suo nome continua a vivere nei ricordi di chi gli ha voluto bene.
Ci sono date che il calendario conserva senza riuscire davvero a spiegare.
Il 15 agosto, per tutti, è Ferragosto. È il giorno delle spiagge affollate, delle tavolate, delle telefonate agli amici, delle serate d’estate che sembrano non dover finire mai.
Per Termini Imerese, dal 2021, il 15 agosto è anche il giorno di Salvatore.
È difficile immaginare quella mattina di cinque anni fa. La città si preparava a vivere una delle giornate più attese dell’estate, quando arrivò una notizia capace di spegnere improvvisamente ogni festa: un giovane termitano aveva perso la vita in un terribile incidente stradale.
Si chiamava Salvatore Rizzotto. Aveva appena 21 anni.
Una mattina d’estate diventata tragedia
L’incidente avvenne sulla strada statale 113 “Settentrionale Sicula”, in territorio di Cefalù, nella zona di Santa Lucia.
Le cronache dell’epoca collocano il drammatico schianto nelle prime ore della mattina, intorno alle 7.30. Salvatore era alla guida della sua automobile e stava facendo ritorno verso Termini Imerese.
Per cause ignote, perse il controllo della vettura.
L’auto uscì dalla carreggiata e finì violentemente contro un albero.
Un impatto devastante.
I soccorritori arrivarono sul posto. Per Salvatore, però, non ci fu nulla da fare. Il suo corpo venne estratto dalle lamiere dell’automobile.
Ma mentre sulla strada si cercava di ripristinare la normalità, a Termini Imerese quella normalità non esisteva più.
Il dolore di una città
La notizia corse velocemente.
Prima le telefonate.
Poi i messaggi.
Poi le fotografie sui social, dove il dolore cercava parole che spesso non esistono.
Salvatore era conosciuto da tanti. Viene ricordato da tutti come un ragazzo solare, amante dello sport e della vita. Il calcio era una delle sue grandi passioni. Era un grande tifoso della Juventus e giocava a calcio con l’ASD Sciara.
Ed è forse proprio attraverso il calcio che, negli anni successivi, la sua memoria ha continuato a trovare un posto dove vivere.
Un campo.
Un pallone.
Una maglia.
Gli amici.
Quelle cose semplici che appartengono alla giovinezza e che, dopo una perdita così improvvisa, diventano improvvisamente preziose.
La società sportiva ASD Sciara, all’indomani della tragedia, si strinse alla famiglia Rizzotto ricordando Salvatore come un proprio calciatore.
Le lanterne nel cielo
A Termini Imerese il dolore prese anche la forma di un gesto.
La sera prima dei funerali, gli amici vollero salutare Salvatore guardando verso il cielo. Furono lanciate lanterne luminose, come se quella luce potesse raggiungere un ragazzo che se n’era andato troppo presto.
È difficile non pensare a quella scena senza fermarsi un momento. Una città immersa nella notte: un gruppo di ragazzi e le luci che lentamente salgono. E, dentro ogni luce, un ricordo.
Perché quando muore qualcuno a 21 anni, non muore soltanto una persona. Restano improvvisamente sospesi i progetti, le telefonate che non arriveranno, le partite ancora da giocare, le risate che non si ascolteranno più, i giorni che avrebbero dovuto esserci.
Restano soprattutto le domande.
E rimane il vuoto.
Il 17 agosto Termini Imerese si fermò per Salvatore. La chiesa Madre si riempì di giovani, amici, conoscenti e cittadini.
Fu un addio carico di dolore, di lacrime e di silenzio.
All’uscita del feretro ci furono applausi e palloncini verso il cielo. Durante l’omelia, padre Antonio Todaro parlò di Salvatore e del valore della vita, invitando a trasformare il dolore in una scelta per la vita, per il bene, per la luce e per l’amore.
Termini salutava uno dei suoi figli. Un ragazzo che avrebbe dovuto avere davanti ancora tantissimi anni.
E poi il calcio è diventato memoria
Il tempo, come sempre, ha continuato a scorrere. Ma non ha cancellato Salvatore.
Ha cambiato il modo di ricordarlo.
Il 25 settembre 2021 venne organizzato a Termini Imerese il primo memorial di calcio a cinque dedicato a lui. La sua famiglia, gli amici e la comunità si ritrovarono ancora una volta insieme, questa volta non soltanto per piangere, ma per trasformare il ricordo in presenza.
La sua squadra, l’ASD Sciara, gli dedicò anche una vittoria nel campionato, con la famiglia presente sul campo e una targa consegnata in memoria del giovane calciatore.
Negli anni successivi i memorial sono continuati.
Nel 2022, un secondo torneo riunì squadre, amici e centinaia di persone per ricordare Salvatore. Il campo sportivo diventò ancora una volta il luogo in cui la sua assenza si trasformava, per qualche ora, in una presenza fatta di gesti, corse, palloni e amicizia.
È questo, forse, il modo più bello che una comunità possa avere per non dimenticare.
Non soltanto pronunciare un nome. Ma continuare a pronunciarlo mentre la vita va avanti.
Cinque anni dopo
Il ricordo della redazione di Himeraweb.it
Ci sono notizie che un giornale pubblica. E poi ci sono notizie che, in qualche modo, rimangono dentro chi le ha raccontate.
La storia di Salvatore Rizzotto appartiene a queste ultime.
Quel 15 agosto 2021 anche per noi fu una di quelle notizie difficili da scrivere. Perché dietro il nome di un giovane morto in un incidente c’era un ragazzo, c’era una famiglia, c’erano gli amici, c’era una comunità intera costretta improvvisamente a fare i conti con un dolore che nessuno dovrebbe conoscere così presto.
Oggi, a cinque anni di distanza, vogliamo ricordarlo non soltanto per come ci ha lasciati, ma per come ha vissuto, per il suo sorriso, per la sua passione per il calcio, per gli amici.
Per quella voglia di vivere che appartiene ai ragazzi di 21 anni e che nessuna fotografia, nessun articolo e nessuna parola potranno mai restituire davvero.
Possiamo però fare una cosa.
Possiamo ricordarlo. E continueremo a farlo. Perché il tempo può portare via le giornate, cambiare le stagioni, far ingiallire le fotografie.
Ma non può cancellare il ricordo di chi è stato amato.
Ciao Salvatore.
Che il tuo pallone continui a rotolare, da qualche parte, verso una porta che non conosce fine.
La redazione di Himeraweb.it

