La terza sezione della Corte d’Appello di Palermo ha ribaltato la sentenza emessa in primo grado dal Tribunale di Termini Imerese, assolvendo Alessandro Genna, 47 anni, originario di Mazara del Vallo, dall’accusa di furto aggravato in abitazione.
L’uomo era stato condannato a due anni e otto mesi di reclusione per un episodio avvenuto a Vicari, dove un’anziana donna aveva denunciato l’intrusione di un uomo nella propria abitazione, con effrazione degli infissi e sottrazione di alcuni oggetti personali.
La motivazione dell’assoluzione
La Corte d’Appello, presieduta da Dario Gallo, ha ritenuto che gli elementi raccolti durante l’istruttoria non fossero sufficienti a dimostrare, al di là di ogni ragionevole dubbio, che l’autore del furto fosse Genna. Gli indizi – pur considerati significativi dal giudice di primo grado – non sono stati giudicati abbastanza solidi per confermare l’identità dell’imputato.
«Si trattava soltanto di indizi – ha stabilito la Corte – e non vi è la certezza che il soggetto ripreso o avvistato corrispondesse ad Alessandro Genna».
Gli elementi che avevano portato alla condanna
In primo grado, il giudice Alessandro Quattrocchi aveva ritenuto determinante una serie di elementi:
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la presenza di un individuo somigliante a Genna nei pressi dell’abitazione della vittima;
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le immagini di una telecamera di un’attività commerciale che avevano ripreso un uomo con tratti simili;
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il riconoscimento da parte del titolare dell’attività;
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il riconoscimento, da parte dell’anziana derubata, di oggetti sottratti che erano stati associati a una persona somigliante all’imputato.
Questi elementi avevano portato alla condanna a quasi tre anni di carcere.
La difesa: «Evitate ingiuste conseguenze»
Fondamentale per il ribaltamento della sentenza è stata la linea difensiva dell’avvocato Stefano Vitale, che ha insistito sulla mancanza di prove certe riguardo alla colpevolezza dell’imputato.
«Una sentenza che avrebbe ingiustamente portato a subire anni di carcere a un soggetto innocente» ha dichiarato il legale, commentando l’esito del processo d’appello.
Con la decisione della Corte d’Appello, Genna viene dunque definitivamente assolto dall’accusa di furto aggravato.

