Ci sono date che non hanno bisogno di essere segnate sul calendario. Tornano da sole.
E il primo maggio è una di quelle. È un ricordo che arriva puntuale, ogni anno, quasi in silenzio: la tragica e prematura scomparsa del giovane Cristian Taravella, a soli 18 anni.
Un pensiero che si fa spazio tra le cose di ogni giorno e riporta tutti, inevitabilmente, a quei momenti in cui la notizia iniziava a circolare, tra messaggi, telefonate, incredulità. A quell’istante preciso in cui un nome smette di essere solo un nome e diventa qualcosa che ti resta dentro.
Cristian, per tutti “Cri”.
Da allora, il tempo è andato avanti. Le vite hanno preso direzioni diverse, nuove strade, nuovi percorsi. Eppure ci sono promesse che non cambiano, che restano intatte, come se fossero state fatte ieri.
“Lo ricorderemo sempre”.
Queste le parole pronunciate otto anni fa, e così è stato sempre e continuerà ad essere.
La tragedia che ha colpito quel primo maggio del 2018, quando al termine di una giornata di festa il comprensorio venne smosso dalla notizia di un incidente stradale autonomo in cui aveva perso la vita un giovane ragazzo, torna sempre a bussare nei cuori e nelle menti di chi l’ha vissuto in prima persona, ogni anno.
Cristian aveva solo 18 anni. Un’età che profuma di futuro, di sogni ancora da realizzare, di strade da percorrere. E invece, proprio su una strada, la Statale 113, in zona Buonfornellom, quel futuro si è spezzato in un attimo, in una sera di primavera che si è trasformata in tragedia.
Era a bordo del suo scooter quando, per cause mai del tutto chiarite, ha perso il controllo del mezzo, finendo contro un muretto e venendo sbalzato sull’asfalto. I soccorsi sono stati immediati, ma inutili.
Da quel momento, nulla è stato più lo stesso.
Un vuoto che attraversa due comunità
Campofelice di Roccella e Termini Imerese, unite da un dolore che ancora oggi non conosce tempo, si fermarono davanti a quella notizia. Cristian non era solo un nome: era un volto, un sorriso, una presenza viva tra i corridoi del liceo scientifico “Nicolò Palmeri”, dove frequentava l’ultimo anno.
Era uno di quei ragazzi che lasciano il segno senza fare rumore. Amato, rispettato, circondato da amici. Un ragazzo “dal cuore d’oro”, come in tanti lo hanno ricordato nei giorni successivi alla tragedia e ancora oggi continuano a ricordarlo.
Una presenza ancora viva
Non c’è bisogno di grandi parole o di gesti eclatanti. A volte basta un pensiero mentre si passa da quella strada, uno sguardo veloce, quasi istintivo. Un saluto silenzioso, fatto più con il cuore che con la voce.
Perché il ricordo di Cristian vive così: nelle piccole cose.
In una canzone che passa alla radio e riporta indietro nel tempo, magari in un brano dei suoi amati Negramaro.
In un sorriso accennato ripensando alla sua timidezza.
In quei momenti condivisi che, anche a distanza di anni, continuano a riaffiorare con naturalezza.
Aveva 18 anni, è vero. Ma ridurlo a un numero sarebbe poco. Cristian era presenza, era leggerezza, era quella semplicità autentica che lascia il segno senza bisogno di farsi notare troppo.
E forse è proprio questo che resta più di tutto: non solo il ricordo di ciò che è stato, ma la sensazione di qualcosa che continua, in modo diverso, a esserci.
Il ricordo di Vincenzo Chiara
1 maggio 2018
Il giorno in cui abbiamo perso un grande amico.
Uno di quelli veri, conosciuto nel nostro vecchio bar, vissuto insieme anche sul palco del Defilé.
Sono passati 8 anni da quell’ultima intervista.
Ma certi momenti non passano mai.
Ricordo ancora quel giorno: avevamo il cellulare tra le mani, cercavamo di capire chi fosse coinvolto in quell’incidente per scriverne un articolo…
Poi ho scoperto che eri tu.E lì si è fermato tutto.
Il tempo, i pensieri, il respiro.
Da quel momento, io e Mariangela abbiamo capito una cosa:
non esisterà mai più un 1° maggio senza di te.Per tanti è un giorno di festa, di risate, di spensieratezza. Per noi inizia sempre con un nodo alla gola.
Poi però arriva il tuo ricordo: il tuo sorriso, la tua voglia di vivere. E allora ci piace pensare che tu, da qualche parte, stia ancora facendo quello che ti riusciva meglio: vivere, ridere, divertirti.
Noi siamo qui.
Anno dopo anno.
A non dimenticarti mai.
Ciao Cri
Otto anni dopo, non è solo memoria.
È qualcosa di più quieto, ma anche più profondo.
È sapere che, in un modo o nell’altro, ogni primo maggio il suo nome torna a essere pronunciato.
E che, anche nel silenzio, non è mai davvero assente.
Ciao Cri.
Qui, continuiamo a ricordarti e lo faremo sempre.


