Termini Imerese si è stretta ieri sera in un abbraccio silenzioso e profondo per ricordare Mimmo Bisesi, il giovane scomparso tragicamente nella notte tra il 20 e il 21 ottobre.
La fiaccolata, partita dal Belvedere alle 21.30, ha visto una partecipazione numerosa e commossa: erano in tanti, coloro che hanno voluto bene a Mimmo e che hanno scelto di camminare insieme, fiaccola alla mano, per onorarne la memoria e lanciare un messaggio di consapevolezza sulla sicurezza stradale.
A promuovere l’iniziativa è stata la famiglia del ragazzo, con il padre Gianluca in prima linea, affiancato da amici, conoscenti e semplici cittadini.
«Vogliamo ricordare Mimmo con la luce, non con il silenzio», aveva dichiarato nei giorni precedenti. E ieri quella luce ha davvero parlato: ha illuminato il dolore, ma anche la speranza e il desiderio di cambiamento.
Una panchina e una targa per ricordarlo ogni giorno
Prima della partenza, la comunità ha voluto lasciare un segno tangibile del proprio affetto. In piazza San Carlo, luogo dove Mimmo è cresciuto, dove ha trascorso i suoi giorni più spensierati, è stata collocata una panchina in sua memoria. Un punto di sosta e di riflessione, un luogo che continuerà a parlare di lui a chi lo ha conosciuto e a chi non ha fatto in tempo a farlo.
Durante la fiaccolata, i partecipanti hanno poi raggiunto il luogo dell’incidente, dove è stata posta una targa commemorativa.
Un gesto semplice ma potentissimo, un modo per dire che quel tratto di strada non sarà mai più solo un incrocio qualunque: sarà il punto in cui la città si ricorderà per sempre di una vita spezzata troppo presto.
Un cammino che è memoria e appello
La fiaccolata è stata un atto di amore, ma anche un appello. Ogni passo è diventato un invito a riflettere sui rischi della strada, sulla velocità, sulla distrazione, sulla fragilità di un istante che può cambiare tutto. Le luci accese lungo il percorso hanno parlato più di qualsiasi discorso: hanno chiesto maggiore responsabilità alla guida.
Quello di ieri sera non è stato solo un momento di commemorazione, ma un grido silenzioso e potente. Un grido che chiede strade più sicure e una comunità più consapevole, affinché tragedie come quella di Mimmo non si ripetano mai più.
Una promessa che continua
In ogni candela c’era l’amore di chi lo ha conosciuto e la solidarietà di chi ha scelto di esserci. C’era la città intera, unita dal dolore ma anche dalla volontà di trasformarlo in forza.
Perché Mimmo non sarà mai dimenticato.
E ieri sera, nella luce che ha attraversato Termini Imerese, quella promessa era chiara: non voltarsi più dall’altra parte di fronte alla fragilità della vita.

