Si è concluso con quattro condanne e un’assoluzione il procedimento nato da un’inchiesta su una serie di furti, ricettazioni e tentativi di estorsione messi a segno tra Trabia, Termini Imerese e altri comuni della provincia palermitana.
Il gup del Tribunale di Termini Imerese ha inflitto pene comprese tra due anni e quattro mesi e tre anni e dieci mesi di reclusione agli imputati giudicati con rito abbreviato. Un quinto indagato è stato invece assolto.
L’indagine, coordinata dalla Procura di Termini Imerese e sviluppata dagli agenti della quinta sezione investigativa della Squadra Mobile di Palermo, avrebbe fatto luce su un gruppo ritenuto stabilmente impegnato in reati contro il patrimonio.
Secondo gli investigatori, gli indagati – originari di Palermo e legati al quartiere Borgo Nuovo – avrebbero organizzato numerosi colpi tra febbraio e marzo del 2025, prendendo di mira automobili ed esercizi commerciali. Tra le tecniche contestate compare anche quella della cosiddetta “spaccata”, utilizzata per introdursi nei negozi dopo aver infranto vetrine o ingressi.
Gli episodi al centro dell’inchiesta sarebbero stati commessi nei territori di Trabia, Termini Imerese, Bagheria, Campofelice di Roccella, Montelepre e Palermo. Tra le accuse figura anche una tentata estorsione ai danni dei proprietari di veicoli rubati, ai quali sarebbero stati chiesti soldi per riottenere le auto.
Le indagini, supportate da intercettazioni e attività tecniche, avevano già portato nel giugno del 2025 all’emissione di misure cautelari nei confronti di otto persone da parte del gip di Termini Imerese. Altri due minorenni erano stati raggiunti da provvedimenti del Tribunale per i Minorenni di Palermo, mentre per tre posizioni gli atti erano stati trasferiti alla Procura del capoluogo.
Gli imputati condannati restano tuttora sottoposti a misure cautelari custodiali.


