Himera apre i suoi depositi: una serata speciale per scoprire il volto nascosto dell’archeologia
Visita straordinaria all’Antiquarium con l’archeologo Stefano Vassallo. L’iniziativa del Parco archeologico e dell’Archeoclub di Cefalù accompagnerà i visitatori nei luoghi dove vengono custoditi, studiati e restaurati i reperti prima dell’esposizione al pubblico.
Un viaggio dietro le quinte dell’archeologia, alla scoperta di un patrimonio normalmente non accessibile ai visitatori. È questo lo spirito di “Operazione Conoscenza – Lo “Scavo” in Museo”, l’iniziativa promossa dal Parco Archeologico di Himera, Solunto e Iato in collaborazione con l’Archeoclub d’Italia – sede di Cefalù, in programma questa sera lunedì 13 luglio 2026, alle 20.30, presso l’Antiquarium “Franco Minissi” del sito archeologico di Himera.
Protagonista della serata sarà l’archeologo Stefano Vassallo, tra i maggiori studiosi della colonia greca di Himera e responsabile di numerose campagne di ricerca che, negli ultimi decenni, hanno restituito importanti testimonianze sulla storia dell’antica polis. Sarà lui a guidare i partecipanti in una visita straordinaria ai depositi del museo, ambienti normalmente esclusi dal percorso di visita ma fondamentali per la conservazione, lo studio e la catalogazione dei reperti provenienti dagli scavi.
L’evento sarà aperto dai saluti istituzionali del direttore del Parco archeologico, Domenico Targia, e della presidente dell’Archeoclub d’Italia – sede di Cefalù, Stefania Randazzo, a conferma della sinergia tra istituzioni culturali e associazionismo impegnato nella valorizzazione del patrimonio storico del territorio.
L’iniziativa rientra nel progetto “Operazione Conoscenza”, un percorso di divulgazione che punta ad avvicinare il pubblico al lavoro quotidiano degli archeologi, mostrando come un reperto non esaurisca il proprio valore nel momento del ritrovamento, ma continui a raccontare la storia attraverso le attività di restauro, documentazione, studio e ricerca.
L’Antiquarium di Himera rappresenta uno dei principali poli museali della Sicilia occidentale. Progettato dall’architetto Franco Minissi e inaugurato nel 1984, il museo è stato concepito come naturale collegamento tra le aree di scavo della città alta e della città bassa. Dopo un importante intervento di recupero, è stato riaperto al pubblico nel 2001 e oggi custodisce alcuni dei reperti più significativi provenienti dagli scavi di Himera e del suo territorio. Il percorso espositivo, distribuito su più livelli collegati da rampe, accompagna il visitatore attraverso la storia della colonia greca fondata nel 648 a.C., illustrandone gli aspetti religiosi, civili e quotidiani.
Tra i materiali conservati figurano preziosi elementi architettonici provenienti dal santuario di Atena, corredi funerari delle necropoli, reperti delle abitazioni, terrecotte, bronzi, ceramiche e la celebre laminetta aurea con la raffigurazione della Gorgone, testimonianze che raccontano oltre due secoli di vita della città prima della sua distruzione ad opera dei Cartaginesi nel 409 a.C.
L’appuntamento di questa sera offrirà quindi un’occasione rara per comprendere che il museo non è soltanto uno spazio espositivo, ma un luogo di ricerca continua, dove migliaia di reperti vengono analizzati, restaurati e conservati in attesa di nuove interpretazioni scientifiche o future esposizioni.
Per partecipare alla visita è previsto il pagamento del biglietto d’ingresso al sito, fissato in 6 euro (ridotto 3 euro), come indicato dagli organizzatori. Un’opportunità rivolta non solo agli appassionati di archeologia, ma anche a chi desidera conoscere più da vicino il lavoro che permette di trasformare uno scavo in conoscenza condivisa, restituendo al territorio una parte fondamentale della propria memoria storica.

