Dopo la denuncia della farmacia Candioto per l’atto vandalico avvenuto nella notte di Pasquetta, arriva la replica dell’uomo autore del gesto, che ha deciso di raccontare la propria versione dei fatti.
Si tratta di Vittorio Bevilacqua, che attraverso alcuni messaggi ha chiarito la dinamica e le motivazioni che lo hanno portato a colpire la vetrina.
«La cosa preoccupante è tanta gente che commenta e offende senza sapere», esordisce, facendo riferimento alle numerose reazioni social seguite alla vicenda. L’uomo non nega le proprie responsabilità: «Sicuramente quel pugno che ho dato non ha scuse, è stato solo un momento di rabbia».
Una rabbia che, secondo quanto raccontato, sarebbe nata da una situazione di emergenza familiare.
«Una bambina a casa, con vomito e diarrea, chiedo delle Nausil e mi viene detto di guardare nel distributore».
Tuttavia, il farmaco non sarebbe stato disponibile nella macchinetta automatica. «Mi è stato risposto di prendere qualche altro farmaco», aggiunge.
Bevilacqua punta il dito anche contro l’assenza, a suo dire, del servizio effettivo: «La signora che doveva fare il turno notturno era a casa sua». E ancora: «Voleva la ricetta medica a mezzanotte… quando è così, non dite che siete di turno».
Parole dure, accompagnate però da un’ammissione chiara: «Il mio è stato un gesto di rabbia, ma con la giusta motivazione… chi è genitore può capire. Sicuramente ho sbagliato, ma in quell’attimo ero in tilt».
L’uomo sottolinea inoltre il peso degli attacchi ricevuti online: «Su Facebook mi stanno dando del malato mentale, incosciente e tanto altro».
Infine, ribadisce: «Non voglio ragione per il pugno dato, la violenza ti fa passare sempre dalla parte del torto. So di aver sbagliato».
Una versione che aggiunge un ulteriore tassello alla vicenda, destinata ora a proseguire nelle sedi opportune, mentre resta acceso il dibattito tra cittadini sul delicato equilibrio tra diritto all’assistenza sanitaria e rispetto delle regole.

