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Il primo Museo dell’Eros in Italia apre in Sicilia: perché tutti ne parlano

C’è chi entrerà per curiosità, chi per provocazione e chi, probabilmente, uscirà discutendo di libertà, desiderio e tabù. Ma una cosa è certa: il nuovo Museo dell’Eros di Bagheria non nasce per passare inosservato. Tra corpi scolpiti, fotografie sensuali, installazioni provocatorie e opere dedicate all’identità sessuale contemporanea, il nuovo spazio culturale siciliano punta a trasformare l’eros in materia di confronto artistico e sociale.

Dal 4 aprile 2026 Bagheria ospita ufficialmente quello che viene definito come il primo Museo dell’Eros permanente in Italia, un progetto ideato dal critico d’arte, scrittore e attivista civile Piero Montana.

Il museo sorge in via Bernardo Mattarella 64 e amplia ulteriormente l’offerta culturale della città, già conosciuta per il Museo Guttuso di Villa Cattolica e il Museo del Giocattolo e delle Cere Pietro Piraino. Stavolta però il tema centrale è il corpo umano e la sua rappresentazione artistica senza filtri né censure.

La collezione permanente comprende 120 opere realizzate da 42 artisti italiani e internazionali provenienti anche da Francia, Messico, Svizzera e Regno Unito. Dipinti, disegni, collage, fotografie, libri-oggetto, sculture e installazioni raccontano il desiderio attraverso stili molto diversi tra loro: dal simbolismo alla sperimentazione contemporanea.

Tra le opere più discusse figurano anche manifesti hard legati a Moana Pozzi, materiali che riportano il visitatore dentro l’immaginario erotico italiano degli anni Novanta. Il percorso espositivo ospita inoltre lavori dedicati alle tematiche LGBTQ+, con artisti provenienti da Zurigo e Londra che affrontano identità, libertà sessuale e rappresentazione del corpo.

Uno dei pezzi simbolo della collezione è il “Trittico erogeno” del catanese Natale Platania, opera del 1990 realizzata in cemento francese che rappresenta esclusivamente le zone erogene maschili. Un lavoro nato in un periodo storico in cui il nudo maschile era ancora considerato un forte tabù culturale.

Il museo include anche opere sperimentali come “Narciso” di Marco Intravaia, basata su giochi di specchi e riflessi del corpo maschile, e i lavori del pittore Michele Allotta, già esposti in gallerie svizzere sensibili alle tematiche queer.

Dietro il progetto c’è una lunga ricerca iniziata da Piero Montana negli anni Ottanta, quando collaborava con il Museo Guttuso e iniziò ad approfondire il rapporto tra arte ed eros. Negli anni la sua collezione privata si è ampliata grazie anche a numerose donazioni di artisti italiani e stranieri, fino a trasformarsi nell’attuale museo permanente.

L’inaugurazione ufficiale, patrocinata dal Comune di Bagheria, ha richiamato un pubblico numeroso composto da artisti, intellettuali, associazioni culturali ed esponenti istituzionali. Presenti anche l’attuale sindaco Filippo Tripoli, gli ex sindaci Giovanni Valentino, Pino Fricano e Biagio Sciortino, oltre al presidente della Fondazione Thule Tommaso Romano.

Più che una semplice esposizione, il Museo dell’Eros si presenta come un luogo destinato a far discutere. Per alcuni rappresenta una provocazione culturale, per altri un esperimento artistico necessario. In ogni caso, Bagheria ha appena inaugurato uno degli spazi museali più insoliti e controversi del panorama italiano.

Informazioni utili

Il museo è visitabile tutti i giorni, festivi inclusi, dalle 17 alle 20 esclusivamente su appuntamento.

Biglietti:

  • 4 euro ingresso standard
  • 7 euro visita guidata

Info e prenotazioni: 388 6416109.

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