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Il talento siciliano di Ignazio Giangreco conquista Firenze: secondo posto al Campionato Italiano di Pizza

C’è il profumo della Sicilia, la determinazione di chi ha iniziato da bambino e la precisione di un artigiano moderno dietro il prestigioso secondo posto conquistato da Ignazio Giangreco al Campionato Italiano di Pizza, andato in scena a Montelupo Fiorentino, ultima tappa della competizione nazionale.

A soli 33 anni, Ignazio Giangreco, originario di Campofelice di Roccella e oggi pizzaiolo presso al “ Bragone” ,  si conferma tra i migliori interpreti dell’arte bianca italiana, sfiorando il primo gradino del podio per appena due punti. Una competizione serrata, che lo ha visto distinguersi nelle tre categorie principali: pizza classica, gourmet e dessert, presentando creazioni capaci di unire tecnica, identità territoriale e innovazione.

Tra passione e disciplina

Non è un risultato casuale, ma il frutto di un percorso lungo oltre vent’anni. Giangreco ha iniziato a lavorare a soli 11 anni, trasformando quella che era una semplice esperienza in una passione totalizzante.

Ho vissuto tutta la mia giovinezza lavorando, e questo mi ha formato come uomo e come professionista”, racconta.
Un cammino fatto di sacrifici, studio e continua ricerca, che lo ha portato a partecipare a numerosi campionati, sia regionali che internazionali, fino al secondo posto mondiale conquistato nel 2016.

Gusti e combinazioni siciliane a Firenze

A Firenze, il pizzaiolo siciliano ha deciso di portare qualcosa che parlasse delle sue radici. Essendo l’unico siciliano selezionato, ha scelto di proporre ingredienti e combinazioni tipiche della sua terra, reinterpretandole in chiave contemporanea.
Nella categoria classica ha stupito con un impasto semi-integrale — realizzato con farine macinate a pietra e germe di grano — arricchito da vellutata di zucca, mousse di bufala, gambero rosso marinato, spugna al prezzemolo e cialda di limone essiccato.

Ancora più audace la proposta gourmet: una “sushi pizza”, ovvero rotolini di pizza con frittedda, serviti su crema di piselli, mousse di fave e carciofi alla viddanedda, completati da un tocco aromatico di finocchietto selvatico. Un piatto che ha saputo sorprendere la giuria per equilibrio e originalità.

Infine, il dessert: una pizza-cannolo che omaggia uno dei simboli più iconici della Sicilia. Base ai cereali, ricotta zuccherata, gocce di cioccolato, pistacchio, cannolo sbriciolato, agrumi canditi e una scenografica decorazione con cannoli siciliani. Un dolce che racconta tradizione e creatività in ogni dettaglio.

I segreti di Giangreco: studiare e sperimentare

Dietro queste creazioni c’è uno studio approfondito delle materie prime e delle tecniche.

“Il pizzaiolo oggi è come un piccolo chimico: deve conoscere gli impasti, le farine, le reazioni. E deve saper rispondere anche alle nuove esigenze, come le intolleranze alimentari”, spiega Giangreco. Un approccio che riflette anche la severità delle giurie moderne, attente non solo al gusto ma alla preparazione complessiva del professionista.

Oltre all’attività in pizzeria, Giangreco ha anche ricoperto il ruolo di insegnante presso la scuola dei mestieri “Euroform”, contribuendo alla formazione di nuovi pizzaioli. Un impegno che dimostra la sua volontà di condividere conoscenze e far crescere il settore.

Reduce anche da un terzo posto ottenuto appena due settimane prima in una tappa italiana, il secondo posto di Firenze rappresenta una conferma importante.

“Ai campionati si dà il 100% del proprio talento. Il podio è una soddisfazione, ma ciò che conta davvero è il confronto, lo scambio con altri professionisti”, sottolinea.

Giangreco guarda al futuro con soddisfazione e consapevolezza del percorso compiuto:

«Sono contento del risultato ottenuto e, più in generale, del mio cammino professionale.
Oggi rappresento un punto di riferimento anche per molti colleghi e sono sempre pronto a mettermi a disposizione, condividendo esperienza, insegnamenti e ciò che ho imparato nel tempo».

Un approccio aperto e generoso che conferma non solo il valore del pizzaiolo, ma anche quello dell’uomo, capace di crescere insieme agli altri e di contribuire allo sviluppo di un intero settore.

Non mancano le parole di gratitudine per i colleghi e i titolari del “Bragone”, dove è possibile assaggiare le creazioni di Giangreco. 

«Un ringraziamento speciale va proprio ai miei colleghi e ai titolari, che mi sostengono ogni giorno e mi permettono di crescere professionalmente, creando un ambiente di lavoro che stimola miglioramento e confronto continuo».

Il podio dedicato alla famiglia

E poi c’è l’aspetto umano, che per Giangreco resta centrale. Il risultato è dedicato alla sua famiglia, punto fermo della sua vita: dalla moglie al piccolo Prince Vito, fino ai genitori e ai parenti che lo sostengono ogni giorno.

Se si va avanti è grazie a chi sta dietro, scrive sui social, ricordando quanto il supporto delle persone care sia fondamentale.
Un messaggio che racchiude il senso più profondo di questo traguardo, condiviso con chi lo accompagna da sempre nel suo percorso.

A suggellare la soddisfazione per il risultato raggiunto, arriva anche il post pubblicato da Giangreco:

“Secondo posto al Super Campionato Italiano di Pizza a Montelupo Fiorentino (Firenze), per tecnica, passione e creatività. Un risultato che mi riempie di orgoglio e mi dà ancora più voglia di crescere.
Grazie di cuore a tutti coloro che hanno creduto in me e mi hanno sostenuto lungo questo percorso (familiari, amici, colleghi, conoscenti).
Dedico questa vittoria alla mia famiglia, la mia vera forza.
A mia moglie e al mio piccolo Prince Vito, che ogni giorno mi regalano una carica incredibile.
A mia madre, a mia sorella e ai miei nipoti, sempre presenti con il loro affetto.
E soprattutto a mio padre, che mi segue ovunque, senza mai farmi mancare il suo supporto e spronandomi a dare sempre il massimo.
Questo traguardo è anche vostro.
Avanti così, con ancora più passione, determinazione e voglia di migliorare.”

Con umiltà e ambizione, Ignazio Giangreco guarda già avanti. Il secondo posto non è un traguardo, ma uno stimolo a migliorarsi ancora. Perché, come dimostra la sua storia, dietro ogni grande pizza c’è molto più di una ricetta: c’è passione, studio e una vita intera dedicata a crescere.

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