Intervista del 27 novembre 2018
“Solo io ci metto la faccia”.
È questo il suo slogan u ciale. Il suo nome è Giuseppe Polizzi, è di Termini Imerese ed è impossibile non aver visto almeno una delle sue pubblicità per strada o sui social. Si de nisce un genio pubblicitario, per via del suo “pazzo marketing”, che rispecchia tutta la follia, la creatività e l’innovatività che lo contraddistinguono.
L’intervista
Come nasce il Crazy Marketing?
“Il Crazy Marketing è nato a seguito dei miei lunghi anni di lavoro e di tutte le esperienze che ho vissuto. Ho dedicato tanti anni della mia vita al lavoro, eppure non ero ancora soddisfatto, da lì è nato il mio progetto “Crazy Marketing”.
Si tratta di un progetto totalmente mio, dall’idea alla realizzazione, non a caso mira a pubblicizzare il mio logo, mio nome e il mio volto. Ho puntato su me stesso, non perché io mi creda chissà chi, semplicemente perché le persone vedendomi mi riconoscono e automaticamente ricollegano il mio volto al mio lavoro.
Il modo più semplice per poter arrivare prima alla gente, è stato quello visibile agli occhi di tutti, quindi creare delle pubblicità e pubblicarle online. Oggi tutti viviamo con lo smartphone tra le mani e siamo costantemente collegati a social come Instagram e Facebook, e quindi, già in tempi non sospetti, ho scelto di sfruttare al meglio questi canali per condividere le mie creazioni.
Molto spesso le mie pubblicità sono state facilmente attaccabili, anche perché la mia persona appariva quasi stupida, ma tutto ciò era già stato calcolato. Laddove a prima vista una pubblicità potrebbe apparire una presa in giro e basta, in realtà, con la giusta chiave di lettura, nasconde dei signi cati ben precisi, anche e soprattutto culturali. In molte mie pubblicità, ad esempio, è possibile trovare dei riferimenti storici non poco importanti, anzi. Inoltre, ogni pubblicità da me creata, ha un suo tema
speci co, infatti i visi, le foto, le frasi nascoste seguono tutte una linea ben precisa”.
Ci vuole molto a creare una di queste pubblicità?
“Non direi; io in due anni ho creato da zero circa 350 pubblicità e non sono poche, anzi, in particolar modo perché sono fatte in due lingue. Questo nasce da un mio processo creativo che mi porta ad avere in continuazione nuove idee, il che non è una cosa da tutti.
Molto spesso, molti pubblicitari, anche ben pagati dalle aziende, si ritrovano ad avere un blocco creativo, non riuscendo a portare a termine il proprio lavoro, cosa che fortunatamente a me non accade. La mia mente è un continuo produrre di idee, nonostante io faccia un lavoro diverso.
Nelle mie pubblicità create con il Crazy Marketing, se si ci fa caso, sono presenti tutti personaggi storici che sono collegati tra loro, per me questo è come un omaggio nei loro confronti, un riportarli in vita”.
Uno dei più presenti nelle pubblicità, ad esempio, è Albert Einstein, c’è un motivo specifico?
“Non mi voglio paragonare a lui, assolutamente, ma io mi sento come genio della pubblicità, lui lo era in ciò che gli competeva. Tutti possiamo essere dei geni in ciò che ci compete. Lui ha dato un grosso contributo all’evoluzione del nostro mondo, le mie pubblicità potrebbero dare, anzi daranno un giorno un contributo al mondo pubblicitario. Magari quando non ci sarò più, le mie pubblicità verranno studiate e forse in quel momento si capirà il potenziale che nascondono, perché in fondo
hanno un senso, ma non è da tutti capirlo.
Magari molti si fermeranno all’apparenza, mentre molti andranno a fare una ricerca più approfondita e vedranno ciò che realmente voglio trasmettere”.
A tal proposito, molte delle pubblicità più discusse sono proprio quelle più provocatorie, come mai?
“Perché appunto, molti si fermano a ciò che vedono a primo impatto, quindi la pubblicità provocatoria fatta da Giuseppe Polizzi, quindi già sanno chi sono e gli resto impresso, poi è una loro scelta se provare a guardare oltre o restare allo shock iniziale e giudicarmi.
Una delle mie pubblicità, ad esempio, come prima parola chiara a tutti ha una parolaccia, ma infondo non è così, perché tramite quella è possibile ricollegarsi a tanto altro, quindi personaggi storici e a una frase di senso compiuto sulla chimica e sulla sica. Fermo restando, che non in tutte le mie pubblicità sono presenti dei chimici, anzi, mi piace molto spaziare tra un argomento e un altro, proprio per dar la possibilità a chi ne ha voglia di cercare i personaggi presenti nelle mie pubblicità e magari informarsi anche a riguardo. Infondo, anche questa potrebbe essere istruzione”.
Per quanto riguarda la scelta del nome e dell’immagine, vuole spiegarci meglio?
“Il mio nome e la mia immagine corrispondono a me.
Al mondo esistono molti artisti, pittori, ma anche cantanti, ballerini, attori e tant’altro che utilizzano il loro nome e la loro immagine per lavorare, allora perché non dovrei farlo io che sono un pubblicitario? Ecco dove sta la mia rivoluzione.
Da premettere che io sono un grande provocatore e di conseguenza amo provocare attraverso le mie pubblicità, cosa che molto spesso non è capita, ma che mi porta a
conoscermi.
Infondo, secondo me la pubblicità è fatta sia da pareri positivi, ma soprattutto anche delle critiche. Nel momento in cui pubblico un post provocatorio e
questo viene visto da molte persone, magari ci sarà una buona percentuale che ne capirà il senso, ma ci saranno anche altri che lo criticheranno e sarà proprio grazie a
quelle critiche che la mia creazione continuerà a girare. L’importante, infondo, è che se ne parli, bene o male che sia, ma il marchio Giuseppe Polizzi continua a girare.
Va precisato inoltre, che non è da tutti sfidare il grande Oliviero Toscani, eppure io l’ho fatto, lui non ha accettato la sfida, ma io ho avuto il coraggio di farlo, proprio perché sono sicuro delle mie idee, di chi sono e di dove voglio arrivare e un giorno, chissà quando, ci riuscirò.
Spero ovviamente di diventare famoso in vita e non post mortem, così come accade a molti artisti. Sul mio nome non c’è una garanzia, ma io sto investendo per far crescere un progetto in cui credo”.
Parliamo ancora di Crazy Marketing, può ribadirci quindi il concetto e il suo significato?
“Il concetto di Crazy Marketing è quello di andare oltre l’apparenza. Tutti siamo abituati a guardare solo l’apparenza o ciò che ad un primo impatto ci piace, ma in pochi riescono ad andare oltre ed è proprio andando oltre le apparenze che la mente continua ad aprirsi, imparando anche cose nuove. Tutti abbiamo delle doti, ma troppo spesso non vengono scoperte proprio perché molti si fermano al primo impatto.
Per fare un esempio chiaro potrei dire che è come quando si giudica un libro dalla copertina, la copertina potrebbe essere bellissima, ma se il libro è vuoto, senza messaggi significativi, resta solo una bella copertina, senza altro”.
A tal proposito io citerei le pubblicità contro la violenza sulle donne, contro il bullismo, sui diritti omosessuali e addirittura contro Totò Riina
“Si, esatto, con quella pubblicità mi sono esposto contro la ma a, mettendo sempre il mio nome e la mia faccia. Io non ho paura, così come quando dieci anni fa feci una pubblicità su Bin Landen e dopo pochi giorni nì su Striscia La Notizia, anche in quel caso non ebbi paura di nessuno.
Ovviamente il mio stile è diverso da quello che utilizzano tutti ed è proprio questo a renderlo unico. La strada è lunga e tortuosa, ma prima o poi il mio stile verrà riconosciuto e ricollegandomi a ciò di cui stavamo parlando, io metto il mio nome, il mio logo e la mia faccia anche e soprattutto per dare dei messaggi positivi”.
Parlando dell’esperienza di Tu Sì Que Vales dello scorso anno…
“Su Tu Sì Que Vales ho poco da dire, era la prima volta che esponevo le mie idee e il mio Crazy Marketing in tv, ovviamente non conoscendo i tempi televisivi. Lì ho fatto un record, mai nessuno ha mai preso zero, io sì, perché comincia a spiegare a tutti, cercando di essere il più chiaro possibile, il mio modo di fare marketing. In ogni caso tutti gli geni nella vita hanno ricevuto delle porte in faccia, io continuerò ad andare avanti per la mia strada.
Io sono cosciente che non so tutto di tutto, ma so che nel mio campo sono una persona che potrebbe portare e sta portando l’innovazione”.
A questo punto direi di chiudere la nostra intervista con un messaggio positivo, di lottare sempre per i propri sogni, giusto?
“Chiunque ha un’idea, una passione, non deve mai smettere di seguirla, perché è proprio la passione che ti spinge ad andare avanti nella vita, dandoti una forza che è più grande di qualsiasi cifra o qualsiasi cosa. La passione è come l’amore, quando si fa qualcosa con amore, sei innamorato follemente di qualcuno o qualcosa, lo fai bene, al meglio.
Quando si fa qualcosa solo per soldi, non è così.
Si dovrebbe cercare sempre di fare ciò che si ama nella vita, anche quando non è possibile, magari una persona può adattarsi a fare un lavoro che non ama, ma al tempo stesso dovrebbe coltivare la propria passione. Nella vita bisogna rischiare, sempre. Come in ogni cosa, la forza di volontà è basilare, nelle cose bisogna crederci no in fondo, nonostante le cadute.
Si può cadere, ma come si cade ci si rialza, bisogna essere convinti,
sempre. La perseveranza poi, con il tempo darà i suoi frutti”.


“Il mio nome e la mia immagine corrispondono a me.