La termitana Viviana Pilato denuncia la violenza verbale sui social: “Non mettetevi il rossetto, portate rispetto”

Quando la violenza arriva da altre donne: il video di Viviana Pilato fa riflettere.

La TikToker termitana denuncia la violenza verbale sui social, ricordando che non esiste solo quella fisica. Un video toccante che invita a riflettere sul rispetto tra donne.

Una voce autentica nella giungla dei social

Viviana Pilato, giovane e solare content creator di Termini Imerese, è seguita da oltre 265 mila follower su TikTok e vanta milioni di visualizzazioni sulle sue piattaforme social. Creativa, diretta e sempre genuina, ha conquistato il pubblico raccontando il proprio percorso di rinascita personale e fisica: una trasformazione consapevole, nata dal desiderio di prendersi cura di sé e della propria salute.

La sua non è soltanto la storia di chi cambia il proprio corpo, ma quella di chi decide di condividere il proprio cammino per sensibilizzare sul valore del benessere e sull’importanza dell’autenticità.
Negli anni, soprattutto dopo la pandemia, Viviana ha costruito una community affezionata, fatta di persone che si sono riviste nella sua forza e nella sua schiettezza.

“Non da uomini, ma da altre donne”

Ma, come spesso accade nel mondo digitale, insieme ai complimenti arrivano anche le critiche.
E questa volta Viviana ha scelto di non tacere.

Il 12 novembre, nel mese dedicato alla lotta contro ogni forma di violenza sulle donne, la TikToker ha pubblicato un video in bianco e nero dal tono pacato ma deciso.


«Il 25 novembre si celebra la giornata internazionale contro l’eliminazione di ogni forma di violenza sulle donne — dice nel video —. Io sono Viviana, e ogni giorno pubblico video sui miei social. È proprio lì che si concentrano le violenze maggiori, da parte di altre donne. Non da uomini, ma da altre donne».

Con queste parole, Viviana tocca un tema spesso sottovalutato: la violenza verbale e scritta tra donne, quella fatta di giudizi, insulti e commenti velenosi che si nascondono dietro uno schermo.

“Prima di mettere il rossetto rosso…”

Nel video, Viviana legge alcuni dei commenti che riceve quotidianamente:

“Ma scendi da questo piedistallo, montata, umiltà zero” – scrive Adua;
“Ma che filtro usi, ti rende troppo finta” – scrive Valeria;
“Ma quanto sei fanatica, cala le arie perchè rimani antipatica” – scrive Paola;
E ancora:
“Le braccia inguardabili, antipatica, convinta… Hai figli? Perché non hai figli? Se non hai figli la giustizia divina sa il perché, sei tutta molliccia. Sembri Alessandra Amoroso ordinata su shein, volga

re, insopportabile, sforfiosa e tanto altro.”

Commenti crudeli, gratuiti, firmati da altri profili femminili.
Viviana, con amarezza, conclude così:

“Queste sono le donne che vedrete manifestare il 25 novembre contro la violenza sulle donne. Non mettetevi il rossetto, portate rispetto.”

Un messaggio diretto, potente, che invita a guardarsi dentro prima di puntare il dito.

Riflettere sul significato di “violenza”

Il video di Viviana Pilato non è solo una denuncia personale, ma una riflessione collettiva.
Ricorda che la violenza non è solo fisica: può essere verbale, psicologica, digitale.
Un insulto scritto online può ferire quanto uno sguardo giudicante nella vita reale.

Il suo appello arriva forte e chiaro: la solidarietà femminile deve iniziare dal linguaggio, dal modo in cui ci si parla, ci si guarda, ci si racconta.
Perché dietro ogni schermo c’è una persona vera, con la propria storia, le proprie fragilità e la propria forza.

Un invito a cambiare prospettiva

Nel mese dedicato alla lotta contro la violenza sulle donne, le parole di Viviana ci ricordano che la battaglia non si combatte solo nelle piazze o con simboli rossi, ma anche — e soprattutto — nella quotidianità dei gesti e delle parole.

Rispetto, empatia e consapevolezza: ecco i veri strumenti per cambiare le cose.
E come dice Viviana, con la semplicità che la contraddistingue:

“Non mettetevi il rossetto, portate rispetto.”

Viviana Pilato ci mostra che non serve urlare per farsi ascoltare. A volte basta un video in bianco e nero e parole sincere per mettere a nudo una verità scomoda: la violenza può nascere anche da un commento.
Forse è da lì che bisogna ripartire — dal linguaggio, dall’educazione al rispetto, dal silenzio che pesa meno di una cattiveria digitata in fretta.
Perché se davvero vogliamo dire basta alla violenza sulle donne, dobbiamo prima imparare a non infliggercela tra di noi.

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