Al “Cimino” di Termini Imerese, per la prima volta, è stato eseguito un prelievo multiorgano. Tutto è iniziato con una tragedia: un paziente colpito da una grave emorragia spontanea, dichiarato in morte cerebrale. Ma da quel dolore immenso è nato un gesto che ha trasformato la fine in un nuovo inizio: la donazione degli organi.
Dopo il periodo di osservazione previsto per legge, i medici hanno potuto procedere al prelievo di fegato, reni e cornee. Organi che ora potranno ridare speranza e vita a chi da tempo aspetta un trapianto.
L’intervento è stato possibile grazie a un lavoro di squadra: i chirurghi dell’Ismett, l’équipe di sala operatoria del “Cimino”, il coordinatore locale trapianti Calogero Bellia, e per le cornee i professionisti del Civico di Palermo. Una collaborazione che ha trasformato la sala operatoria di Termini in un crocevia di professionalità e solidarietà.
Le parole del direttore sanitario dell’Asp di Palermo
Il direttore sanitario dell’Asp di Palermo, Antonino Levita, si è recato personalmente in ospedale per ringraziare la famiglia del donatore:
“In un momento di dolore immenso – ha detto – hanno compiuto un atto d’amore che diventa speranza per altri pazienti”.
Levita ha poi sottolineato l’impegno e la professionalità di tutti i sanitari coinvolti: “Questo intervento dimostra come la cultura della solidarietà, quando diventa azione concreta, può cambiare il destino di tante persone”.
Un grazie, quindi, non solo alla famiglia che ha avuto la forza di dire sì alla donazione, ma anche a chi – tra medici, infermieri e operatori – ha reso possibile questo traguardo storico per l’ospedale Cimino e per l’intera comunità.

