“Questo 23 mi piace tanto! Non pensare che non esisterò più, sarò sempre al vostro fianco. Purtroppo i vostri occhi non vedranno la mia presenza, ma io sarò sempre vicino ai vostri bisogni e nel vostro amore vivrò.Vi vorrò bene per sempre “.
Ci sono storie che segnano, restano immutate nel tempo, nomi che continuano a vivere, a discapito del tempo, delle circostanze e della vita.
La storia di Mariangela Catania, giovane montemaggiorese prematuramente scomparsa tredici anni fa è una di queste. Le parole ad apertura di questo articolo sono le sue, pronunciate prima di dire addio alla sua famiglia, quando in una stanza asettica il mondo sembra smettere di girare e il tempo si ferma in bilico tra la vita e la morte. Parole d’amore e di speranza per la sua famiglia che ci presentano chi era Mariangela, una giovane che non ha smesso mai di lottare.
Nel piccolo borgo quando si menziona il suo nome, anche per una pura casualità, gli occhi di chi l”ha conosciuta si riempiono di un velo di malinconia e qualcuno capita che ne racconti la storia.
Mariangela Catania è tornata alla casa de Padre a soli 22 anni, dopo un lungo periodo di sofferenza, durante il quale ha combattuto con forza e con fede, non arrendendosi mai ai dolori e alla disperazione di chi ha smesso di credere che la vita possa finire da un momento all’altro.
Accanto a lei i suoi instancabili genitori, mamma Antonella, papà Nunzio e il fratello minore Sergio, che le hanno fatto forza e stretto la mano sino al momento più doloroso dell’addio.
Ho sofferto tutte le volte con te in quelle poltrone dove non si riposava,ma si soffriva con quel veleno che circolava nelle tue vene – a scriverlo è mamma Antonella, ricordando quei momenti strazianti -. Tu vivi dentro di me fino alla fine dei miei giorni.Sono una mamma di una grande guerriera che ha sofferto tantissimo.
Il cuore di Mariangela ha smesso di battere quel tragico 23 agosto 2012, nella clinica in cui si trovava. Ma il suo ricordo, la sua voglia di vivere, il suo sorriso, continuano a vivere in chi, ogni giorno, ne ricorda le gesta, le passioni e la sua immensa fede.
Quella di Mariangela è una storia che parla di fede e di amore, ma soprattutto di speranza. Ci ricorda che la vita è fragile, eppure capace di generare tracce indelebili. La sua memoria continua a vivere nel cuore dei suoi cari e di un intero paese che, ogni anno, si stringe attorno alla sua famiglia per celebrare non solo la sua assenza, ma soprattutto la sua eterna presenza.
Le parole di mamma Antonella
“Che dire gioia mia solo il silenzio può parlare in questo momento: 13 anni precisamente il 23 agosto del 2012 ho avuto il peggiore dolore e sofferenza in quell’ospedale che nessuno al mondo dovrebbe mai passare e avere.
Tu fino alla fine nel darmi forza con i tuoi sguardi e te tue ultime raccomandazioni, ho visto solo una piccola lacrimuccia sul tuo viso mentre mi guardavi accompagnato da quel sorriso che ho incastrato nel mio cuore e da quelle mani unite che solo la morte a potuto staccare.Eri sfinita dalla sofferenza e dai dolori ma vigile sempre mettendo da parte anche la morfina e la sedazione come tu hai voluto e desiderato.La disperazione di ieri è la serenità di oggi stesso giorno stesso mese stesso momento.È vero non ci sei fisicamente ma il tuo vissuto ha lasciato tanti ricordi, tanta fede , tanta forza ma soprattutto tanto amore trasformando il dolore in qualcosa di più grande un amore che vive sempre perché tu l’amore lo ai seminato in ogni persona in tutti questi anni l’amore è l’unica risposta a quel dolore di ieri.So che sei viva su ogni circostanza e sono consapevole che ogni gesto da’ d’amore tu sei la protagonista dando un senso alla tua storia e alla nostra esistenza.”
Una comunità che non dimentica: la celebrazione che unisce amore e speranza
Dietro la chiesa di via Vara, un luogo speciale custodisce la sua memoria: un’edicola dedicata alla Madonna di Medjugorje, devozione a lei particolarmente cara. Lì, tra silenzi e preghiere, i fedeli si raccolgono per affidare a Mariangela le proprie speranze e i propri dolori. Accanto, un oleandro cresce rigoglioso: non solo pianta, ma simbolo di conforto e pace per chi porta nel cuore la ferita della perdita.
Il 25 agosto 2025, alle ore 18.30, la Chiesa del Santissimo Crocifisso tornerà a riempirsi di voci e di preghiere. La celebrazione eucaristica, presieduta dal parroco don Salvatore Panzarella, sarà un momento di intensa spiritualità.
Non mancheranno l’omaggio floreale al simulacro della Regina della Pace, nel piazzale antistante l’edicola, e il volo dei palloncini bianchi che, come ogni anno, saliranno verso il cielo in ricordo di Mariangela e di tutti i giovani che hanno lasciato la vita troppo presto.
Un esempio luminoso che Montemaggiore Belsito custodisce con orgoglio e commozione: Mariangela, la “dolce Mary” che, con la sua testimonianza, continua a insegnare a tutti che l’amore non conosce confini, neppure quelli della morte.
Tutta la redazione di Himeraweb.it si stringe attorno alla famiglia Catania in un forte abbraccio.


“Che dire gioia mia solo il silenzio può parlare in questo momento: 13 anni precisamente il 23 agosto del 2012 ho avuto il peggiore dolore e sofferenza in quell’ospedale che nessuno al mondo dovrebbe mai passare e avere.