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Notte di paura: terremoto nel Tirreno, scossa avvertita fortemente tra Termini Imerese e il comprensorio

Una notte lunga, carica di paura e di telefoni accesi, quella tra il 20 e il 21 marzo 2026 lungo la costa settentrionale della Sicilia. Uno sciame sismico nel Mar Tirreno meridionale ha svegliato migliaia di persone, con una scossa principale chiaramente percepita in gran parte del Palermitano e del comprensorio imerese.

Il momento più critico si è registrato alle 2:46, quando una scossa di magnitudo 4.6, con ipocentro a circa 29 chilometri di profondità, ha fatto tremare abitazioni e palazzi. Solo tre minuti dopo, alle 2:49, un nuovo evento di magnitudo 4.3 ha colpito la stessa area, alimentando ulteriormente l’allarme tra la popolazione già svegliata di soprassalto.

Secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia, l’epicentro era localizzato in mare, a circa 60 chilometri a nord della costa siciliana e a ovest dell’arcipelago delle Eolie. Una posizione che, insieme alla profondità delle scosse, ha limitato gli effetti in superficie, ma non la percezione del fenomeno.

Nel territorio, la scossa è stata avvertita in maniera particolarmente intensa. Segnalazioni numerose arrivano da Termini Imerese, Trabia, Cerda, Aliminusa e Montemaggiore, dove diversi residenti raccontano di essersi svegliati bruscamente, con mobili oscillanti e vetri tremanti. Sensazioni nette anche nei centri vicini e lungo tutta la fascia costiera, fino a Palermo e Bagheria.

“Ho sentito prima un boato e poi tutto ha iniziato a muoversi”, racconta un cittadino. In molte abitazioni, soprattutto ai piani alti, lampadari e suppellettili hanno oscillato visibilmente, generando attimi di forte preoccupazione.

Lo sciame sismico era iniziato già all’1:19 con una prima scossa di magnitudo 2.1, seguita da una sequenza sempre più intensa culminata negli eventi principali della notte. In totale, sono stati registrati oltre 15 terremoti tra l’1:19 e le prime ore del mattino, con magnitudo comprese tra 2.0 e 4.6.

Dopo le due scosse più forti, la terra ha continuato a muoversi: tra le 2:53 e le 5:48 si sono susseguite numerose repliche di minore intensità, molte delle quali comunque avvertite dalla popolazione più attenta. Una sequenza che ha tenuto in allerta intere famiglie per ore.

L’allarme è stato immediato: centinaia le chiamate ai centralini dei vigili del fuoco e delle forze dell’ordine. Al momento, però, non si registrano danni a persone o strutture, né lungo la costa né nell’entroterra.

La situazione resta sotto osservazione. Nella mattinata, alle 8:31, una nuova scossa di magnitudo 2.8 è stata registrata nell’area di Castel di Lucio, nel Messinese, confermando una fase di attività sismica ancora in corso nella Sicilia settentrionale.

Non si tratta di un episodio isolato. Negli ultimi trenta giorni, infatti, l’area interessata aveva già mostrato segnali di instabilità, con circa trenta eventi registrati, tra cui una scossa di magnitudo 3.6 lo scorso 14 marzo. Una zona da tempo classificata ad alta pericolosità sismica, dove il movimento della crosta terrestre continua a essere costantemente monitorato.

Una notte di paura, dunque, che riporta l’attenzione su un territorio fragile ma abituato a convivere con il rischio sismico, dove anche pochi secondi di oscillazione bastano a lasciare il segno.

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