Omicidio Paolo Taormina: il locale della movida riapre e diventa “O’ Scruscio da Paolo”

Entrando nel locale, lo sguardo cade subito su un cappellino nero. È poggiato sui ripiani del bancone degli alcolici, quasi fosse un piccolo porta fortuna, un segno silenzioso ma presente. È il cappellino di Paolo Taormina, il giovane di 21 anni ucciso a colpi di pistola la notte tra l’11 e il 12 ottobre dello scorso anno, proprio davanti al pub O’ Scruscio, nel cuore della movida palermitana. A sparare fu Gaetano Maranzano, che ha confessato l’omicidio ed è attualmente detenuto.

Dopo mesi di chiusura, segnati dal dolore e dal silenzio, O’ Scruscio ha riaperto. Una riapertura che va oltre il semplice ritorno all’attività commerciale: è un atto di memoria, di resistenza e di amore.
«Questa attività era il sogno di Paolo e non volevo assolutamente che i sacrifici che lui ha fatto in vita per far crescere questo locale andassero persi. Bisognava riaprire», racconta Giuseppe Taormina, padre della vittima. «In questi mesi il proprietario ci ha supportati senza chiederci nulla, facendosi carico della situazione. Gliene saremo sempre grati».

Il nuovo nome in ricordo di Paolo 

Il locale cambierà anche nome: accanto all’insegna storica comparirà un nuovo simbolo. Si chiamerà “O’ Scruscio da Paolo”.

«Avevo aperto questo posto per lui, insieme al mio socio Roberto Andronico, per i nostri figli», spiega ancora il padre.

Paolo inseguiva il suo futuro tra Palermo e gli Stati Uniti. «Faceva spesso avanti e indietro perché qui era difficile trovare lavoro. Negli Usa lavorava nel ristorante di mio cognato, ma ottenere i permessi non era semplice. Così abbiamo deciso di aprire questo locale per dargli una prospettiva nella sua città».

Parlando dell’uomo che gli ha tolto il figlio, Giuseppe Taormina sceglie parole misurate: «Non lo conoscevo. L’ho visto poche volte, anche quella sera. In dieci minuti è successo tutto. Mi ha rovinato la vita, ma non voglio parlare male di questa persona».

Un amore che va oltre ogni cosa

Accanto alla famiglia, anche Desiré Pirrotta, 22 anni, fidanzata di Paolo, prova a trasformare il dolore in forza: «È molto difficile stare qui. Ci sono giorni in cui penso di non farcela, ma portare avanti il suo sogno è importante. Paolo metteva anima e cuore in questo locale. Chiuderlo non sarebbe stato giusto. Sarò sempre orgogliosa di lui».

La riapertura e i nuovi provvedimeti per la zona rossa

La riapertura di O’ Scruscio avviene però in un contesto complesso. Il locale si trova infatti in zona rossa, una delle quattro istituite a Palermo dal prefetto Massimo Mariani proprio dopo l’omicidio di Paolo Taormina e i numerosi episodi di violenza registrati negli ultimi mesi.

L’area che comprende piazza Sturzo, piazza Nascè e via Isidoro La Lumia è stata teatro, a dicembre, di un altro grave fatto di sangue: una donna di 33 anni è stata colpita da una fucilata mentre stava raggiungendo la propria auto dopo una serata trascorsa in un locale.

Solo pochi giorni fa, inoltre, il Comitato per l’ordine e la sicurezza, riunito in prefettura, ha disposto nuovi provvedimenti: rafforzamento dei controlli davanti alla parrocchia di San Filippo Neri e maggiore tutela per gli autisti dei mezzi pubblici che transitano allo Zen, quartiere dove sono stati esplosi colpi di pistola contro la parrocchia e dove, la notte di Capodanno, una ragazza è rimasta ferita.

Nel frattempo, è stata avanzata al Ministero dell’Interno la richiesta di nuove unità delle forze dell’ordine per intensificare il controllo del territorio.

In questo scenario segnato da paura e tensioni, la riapertura di O’ Scruscio diventa un simbolo: non solo un locale che rialza la saracinesca, ma un luogo che prova a restituire dignità a un sogno spezzato, nel nome di Paolo.

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