Omicidio Roberta Siragusa, 17 anni per sempre. Cinque anni dopo: una ferita che non si rimargina

Era una notte fredda quella di cinque anni fa, in piena pandemia Covid-19, tra restrizioni e zone rosse.
Una notte apparentemente come le altre, ma che avrebbe cambiato per sempre le sorti di una famiglia.
Roberta Siragusa, 17 anni, venne uccisa quella notte del 24 gennaio 2021.
Un omicidio brutale, che lascia attoniti e che inevitabilmente ci pone dinanzi alla brutalità e alla cattiveria dell’uomo.

Quel 24 gennaio Caccamo si svegliava con la notizia della scomparsa di una giovane diciassettenne: le chat WhatsApp di ognuno di noi, pian piano, si riempivano di messaggi e notizie spesso fuorvianti.
Era scomparsa una ragazza, le forze dell’ordine la cercavano in giro per il paese, la notizia viaggiava veloce: Caccamo, Termini Imerese, Trabia, San Nicola l’Arena, Montemaggiore Belsito, Cerda…
Il triste epilogo arrivò poche ore più tardi, quando il giovane che avrebbe dovuto amarla e proteggerla confessò di aver abbandonato il suo corpo in un dirupo, a pochi passi dalla casa di Roberta.

La notizia della morte, il recupero del corpo, il dramma familiare.

Ai familiari di Roberta crollò la terra sotto i piedi: sconvolti, increduli, disperati. Si dice che “un genitore non dovrebbe mai seppellire il corpo di un figlio”; se già questo è un dolore atroce, per la sua famiglia l’atrocità fu anche la consapevolezza che quella figlia tanto amata venne torturata e martoriata.

L’autopsia, eseguita successivamente, ne rivelò dettagli sconcertanti: i capelli e una parte del corpo bruciati. Arsa viva nel silenzio della notte, dalla persona che affermava di amarla.

Sono trascorsi cinque anni da quella tragica notte, eppure il ricordo è ancora vivido nella mente di tutti noi: dagli attimi concitati delle prime notizie ai giorni successivi al ritrovamento del corpo.

Roberta divenne in poco tempo la figlia di tutti, la sorella di tutti, e noi — che all’epoca ci occupammo del caso — ne fummo profondamente coinvolti emotivamente.
Il borgo di Caccamo era sotto shock per la vicenda: la gente non riusciva, e quasi non sapeva, come affrontare un dolore che inevitabilmente aveva colpito chiunque.

17 anni per sempre

Roberta è deceduta, uccisa, ammazzata, la notte di quel 24 gennaio 2021. Aveva 17 anni.
Avrà 17 anni per sempre.

Con lei sono morti i suoi sogni, si sono spente le speranze che custodiva nel cuore, il sogno di visitare Roma e anche i sogni dei suoi genitori di vederla crescere.
Il 2021 doveva essere l’anno dei suoi 18 anni, quello che tutti aspettano per organizzare una festa con gli amici più cari, scegliere un vestito, pensare alla patente. Per Roberta, però, non è stato così.
Nessun ballo con mamma e papà, nessuna festa. I familiari sono stati costretti a organizzare l’ultimo saluto per quella figlia che, per loro, è sempre stata una stella.

La festa dei diciotto anni, però, Roberta l’ha avuta lo stesso: tutti coloro che le hanno voluto e le vogliono bene si sono riuniti in un abbraccio attorno alla famiglia, quella sera, per celebrare una ragazza piena di sogni e che ha sempre creduto nell’amore.

Nel luogo dell’omicidio oggi è stata costruita una piccola villetta in suo ricordo.
Nel luogo del ritrovamento del corpo è stato realizzato un piccolo “santuario”, con la foto di Roberta.
Nessuno, però, ha mai dimenticato la sua storia.

Una messa in suo ricordo

In occasione del quinto anniversario della salita al cielo di Roberta Siragusa, si terrà alle ore 18:00, presso la chiesa della SS. Annunziata di Caccamo, una messa in sua memoria.

Roberta continuerà a vivere nel cuore di chi l’ha conosciuta, in chi non smetterà mai di raccontarne la storia, in chi la ricorderà sempre.
Ma Roberta continua a vivere anche come simbolo e come monito.

La sua storia ci obbliga a fermarci, a riflettere, a non voltare lo sguardo dall’altra parte.
Perché la violenza sulle donne non nasce all’improvviso, non è mai un gesto isolato: cresce nel silenzio, nel controllo, nella gelosia mascherata da amore, nella paura di parlare.
E troppo spesso arriva quando ormai è tardi.

Ricordare Roberta significa anche prendere posizione.

Significa dire con forza che l’amore non ferisce, non umilia, non controlla, non isola, non uccide.
Significa ribadire che nessuna donna è sola, che chiedere aiuto non è una colpa, ma un atto di coraggio.

A chi vive una relazione tossica, a chi ha paura, a chi si sente intrappolata, diciamo: parlatene, chiedete aiuto, non restate in silenzio.
Rivolgetevi a una persona di fiducia, ai centri antiviolenza presenti sul territorio, alle forze dell’ordine.
In Italia è attivo il numero 1522, gratuito e operativo 24 ore su 24, anche tramite chat, per offrire ascolto, supporto e protezione alle vittime di violenza e stalking.

Affinché la storia di Roberta sia monito per tutti.
Affinché la sua morte e il suo martirio non siano vani.
Affinché nessun’altra ragazza debba avere un’età che si ferma per sempre.

Roberta aveva solo 17 anni.
E li avrà per sempre.

Ciao Roberta, la redazione di himeraweb.it non ti dimenticherà mai.
Ci stringiamo attorno al dolore della famiglia, di mamma Iana, papà Filippo e del fratello Dario.

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