Martedì 25 agosto, alle 21, la chiesa del quartiere Rocchicelle apre le sue porte a un itinerario tra arte, fede e memoria. Al centro della visita i simboli della Compagnia dei Neri, la cripta e la figura di Vincenzo Impallaria, il popolare “Santu Baddàru”
C’è un’ora, nelle chiese antiche, in cui la storia sembra perdere la propria distanza. Quando la luce del giorno si ritira e le forme dipinte sulle volte cominciano a vivere di ombre, un affresco non è più soltanto un affresco e una cripta non è più soltanto un luogo di sepoltura. È allora che il passato può tornare a parlare.
Sarà questo il filo conduttore della visita guidata “La misteriosa Compagnia della Morte: simboli e significati iconografici nella Chiesa di Sant’Orsola”, in programma martedì 25 agosto 2026, alle ore 21, nella storica chiesa di Sant’Orsola, in via Sant’Orsola, a Termini Imerese. L’iniziativa rientra nella manifestazione “Le Notti di BCsicilia” e propone un viaggio dentro uno dei luoghi più suggestivi e meno ordinari della memoria termitana.
A introdurre la serata sarà Alfonso Lo Cascio, presidente regionale di BCsicilia. La visita sarà curata da Maria Rita Costanza, docente, laureata in Lettere classiche all’Università degli Studi di Palermo, con Baccalaureato e Licenza in Sacra Teologia, specializzazione in Ecclesiologia e master in Valorizzazione dei beni culturali della Chiesa presso la Pontificia Facoltà Teologica di Sicilia.
La chiesa costruita sulla memoria
Nel quartiere Rocchicelle, tra le vie dell’antica Termini, Sant’Orsola custodisce una storia stratificata. Il complesso è formato da due chiese sovrapposte e si sviluppa attorno a una torre di antica origine, tradizionalmente ricondotta all’età greco-romana e successivamente trasformata in campanile. La parte inferiore risale almeno alla prima metà del Quattrocento, mentre la chiesa superiore fu edificata agli inizi del Cinquecento e ampliata a partire dal 1660.
Non è dunque un edificio nato in un solo momento, ma una sorta di libro di pietra nel quale ogni epoca ha aggiunto una pagina. Sotto la chiesa superiore si apre la cripta, destinata nei secoli alle sepolture dei confrati. Le fonti locali ricordano che nel 1569 la Compagnia di Sant’Orsola, detta anche Compagnia dell’Orazione della Morte o dei Neri, si insediò nella chiesa. Il nome “Neri” derivava dal colore dell’abito indossato dai confratelli.
Il termine “Compagnia della Morte” potrebbe suggerire, a un osservatore moderno, un’associazione avvolta da atmosfere oscure. In realtà, dietro quella denominazione si trovava una confraternita profondamente inserita nella vita sociale e religiosa della città: accompagnava i confrati defunti, organizzava suffragi e sepolture e svolgeva anche attività di sostegno nei confronti di vedove e orfani. La morte, in questo contesto, non rappresentava soltanto la fine, ma un passaggio che la comunità sentiva il dovere di accompagnare.
Illusione e verità: il linguaggio nascosto degli affreschi
È proprio nella tensione tra ciò che appare e ciò che viene suggerito che si inserisce il percorso della visita. La decorazione pittorica della chiesa, attribuita ad Alessio Geraci, allievo di Vito D’Anna, utilizza illusioni prospettiche, immagini e riferimenti simbolici per costruire un linguaggio che non si esaurisce nella bellezza ornamentale.
Nel mondo barocco l’immagine religiosa era anche uno strumento per educare, commuovere e orientare lo sguardo. Una finta architettura poteva dilatare lo spazio; un’allegoria poteva racchiudere un insegnamento; un particolare apparentemente decorativo poteva rimandare a un significato teologico o alla funzione stessa della confraternita.
A Sant’Orsola, dunque, la pittura diventa una sorta di codice. Il visitatore è invitato a fermarsi sui dettagli, a riconoscere le allusioni e a comprendere come la committenza abbia affidato alle immagini una parte della propria identità spirituale. È il rapporto tra illusione e verità a trasformare la visita in una vera indagine iconografica.
La Compagnia della morte e il sacerdote che usciva nella notte
Ma la storia della chiesa è legata soprattutto a un personaggio diventato, nel tempo, quasi una figura leggendaria: Vincenzo Gaetano Impallaria, nato a Termini Imerese nel 1654 e morto nel 1699.
Sacerdote, rettore di Sant’Orsola, commissario ordinario del Santo Uffizio, vicario foraneo e protonotaro apostolico, Impallaria fu ricordato dalla popolazione per la sua attenzione verso i poveri e gli afflitti. Il popolo lo chiamò “Santu Baddàru”, trasformandone progressivamente la memoria storica in una devozione popolare. I suoi resti sono conservati nella cripta della chiesa.
Ed è qui che la storia lascia spazio alla leggenda.
Si racconta che, dopo la sua morte, Impallaria continuasse a percorrere durante la notte le strade del quartiere per portare conforto a chi soffriva. Camminava tanto, secondo la tradizione, da consumare le suole delle proprie scarpe. Da questa leggenda nacque una delle usanze più singolari legate alla sua memoria: ogni anno, nell’anniversario della morte, i devoti portavano sulla sua tomba un paio di scarpe nuove. Una tradizione documentata ancora in tempi recenti.
La leggenda non è soltanto una curiosità. Racconta, con il linguaggio della devozione popolare, ciò che la comunità attribuiva a quel sacerdote: una presenza capace di continuare oltre la morte, non attraverso il potere o la gloria, ma attraverso il servizio agli ultimi.
Ed è forse proprio qui che il titolo della serata acquista il suo significato più profondo. La “Compagnia della Morte” non parla soltanto della morte: parla di come una comunità abbia cercato di darle un senso, di accompagnarla con la preghiera, di custodire i propri defunti e, nello stesso tempo, di trasformare la memoria dei morti in una forma di solidarietà verso i vivi.
Una notte per rileggere Termini Imerese
La visita di martedì sera sarà quindi qualcosa di più di una semplice passeggiata tra le opere d’arte. Sarà un percorso dentro una Termini Imerese nella quale architettura, devozione, simbologia e racconto popolare si sovrappongono.
Dalla torre alla cripta, dagli affreschi alle memorie della confraternita, il visitatore sarà accompagnato alla ricerca di quei significati che un tempo erano familiari ai fedeli e che oggi, spesso, hanno bisogno di essere nuovamente decifrati.
Un patrimonio che le fonti archivistiche confermano essere stato legato per secoli alla Compagnia dei Neri sotto il titolo della Morte e alla chiesa di Sant’Orsola, testimonianza di una presenza confraternale rimasta documentata anche negli archivi storici dello Stato.
L’appuntamento è promosso da BCsicilia, Università Popolare e Casa Editrice Don Lorenzo Milani, con la collaborazione del parroco don Diego Broccolo, che gli organizzatori ringraziano per la disponibilità.
La partecipazione è libera e gratuita.
Appuntamento: martedì 25 agosto 2026, ore 21
Luogo: Chiesa di Sant’Orsola, via Sant’Orsola, Termini Imerese
Presentazione: Alfonso Lo Cascio
Visita guidata: Maria Rita Costanza
Informazioni: 346 8241076 – segreteria@bcsicilia.it

