All’alba, quando la città non aveva ancora del tutto aperto gli occhi, di Cesareo Gomez Rodriguez si erano perse le tracce. Ottantasette anni, poche parole in italiano e un passo lento, curvo, sostenuto da un bastone: era uscito intorno alle 4:30 dalla casa di cura che lo ospitava, lasciandosi alle spalle solo preoccupazione e domande.
Per ore, Bagheria ha trattenuto il fiato. Le forze dell’ordine, i soccorritori, i volontari: tutti si sono messi in movimento quasi subito, come se la città intera avesse deciso di non lasciarlo solo. Le ricerche si sono allargate strada dopo strada, con i cani molecolari a seguire tracce invisibili e i droni a sorvolare ogni possibile rifugio.
Cesareo, senza parenti in città e con l’unico legame familiare lontano, in Spagna, era diventato in poche ore una responsabilità condivisa. Un volto da ritrovare, una storia da riportare indietro.
Poi, finalmente, la notizia che scioglie la tensione: l’uomo è stato individuato nei pressi di una stazione di servizio in zona Leonardo Sciascia. Disorientato, confuso, ma vivo. E, soprattutto, in condizioni fisiche complessivamente buone.
I sanitari del 118 sono arrivati immediatamente per gli accertamenti e le prime cure. Accanto a loro, i volontari della Protezione Civile, presenza costante durante tutta la giornata.
Quando tutto si è concluso, è rimasto spazio per la gratitudine. L’amministrazione comunale, attraverso l’assessore Emanuele Tornatore, ha voluto ringraziare chi non si è fermato: Polizia di Stato, Vigili del Fuoco, Carabinieri, Polizia Municipale, volontari e cittadini.
Una rete che si è stretta senza esitazioni, dimostrando ancora una volta che, nelle ore più incerte, una comunità può diventare casa anche per chi rischiava di non ritrovarla più.


