SpinRockets, da Termini Imerese alla scena nazionale: fuori il nuovo singolo “Taboo”, cosa accade come un amore finito

Il 5 dicembre, con l’urgenza di chi ha qualcosa da dire, è arrivato “Taboo”, il nuovo singolo degli SpinRockets, accompagnato dal suo videoclip. Non è solo una canzone: è una stanza emotiva in cui entrare, una pausa sospesa tra ciò che è stato e ciò che ancora non sa come chiamarsi.

Taboo” nasce proprio lì, nel punto esatto in cui finiscono le parole e iniziano i vuoti. Racconta quella fuga emotiva che arriva dopo la fine di una relazione complicata, quando si cerca di respirare di nuovo, di camminare senza inciampare nei ricordi. È il tempo fragile delle domande senza risposta, dei silenzi che fanno rumore, delle notti in cui si prova a rimettere ordine mentre tutto dentro sembra muoversi.

Il suono è pop, ma ha il cuore cantautorale e l’anima indie.
Gli SpinRockets lo raccontano così:

«Questo singolo nasce dal bisogno di dire ciò che resta dopo il silenzio, quando tenti di trovare una normalità nuova, più sincera. È una canzone fatta di desideri, metafore, di una speranza che, anche se cauta, non smette di cercare luce».

Dietro “Taboo” ci sono le mani e la visione di Gabriel Aglieri Rinella, che firma testo, musica, pianoforte e chitarre, insieme a Samuele Maone al basso. La produzione porta la firma di Marco Arrisicato presso lo Studio Borealis, mentre le immagini del videoclip sono state scritte, dirette e realizzate da Nick Director , nome d’arte di Francesco Incandela, che con sensibilità ha trasformato il brano in un racconto visivo fatto di luci, ombre e passi incerti. Fotografo ufficiale del duo, invece è Angelo Andrea Lima, i suoi scatti testimoniano da tempo il lavoro del duo Termitano, narrando il legame tra gli artisti e la propria terra.

Gli SpinRockets: il duo che porta alto in nome di Termini Imerese

La storia degli SpinRockets comincia nel 2020, in provincia di Palermo, tra pub pieni di voci, palchi improvvisati, notti lunghe e sogni testardi. Gabriel e Samuele crescono così: chilometri di strada, strumenti accordati in silenzio, canzoni provate mille volte prima di arrivare al pubblico.
I primi brani, come “Addio?” e “Rumore Bianco”, tracciano una rotta pop-rock che con il tempo si apre a sonorità funky, dance-pop e suggestioni vintage, senza mai perdere quella scrittura intima che li rende riconoscibili.

Il 2024 segna una svolta: le audizioni di X Factor, le collaborazioni con Roy Paci, Sugarfree, Shakalab, Lello Analfino e Tinturia, la vittoria del contest We Green You. Piccole conquiste che diventano mattoni di una identità sempre più solida.

E “Taboo” è esattamente questo: una crepa che lascia entrare luce. È la voce di chi cade, si ferma un istante, chiude gli occhi e poi riparte. Perché certe canzoni non servono solo a essere ascoltate: servono ad accompagnare. E “Taboo”, in fondo, è fatto proprio per questo — camminare accanto a chi sta imparando, ancora una volta, a respirare.

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