Ci sono persone che, anche quando non siedono più accanto a noi, continuano a parlare. Lo fanno attraverso un ricordo, una risata, una parola rimasta impressa, una passione che qualcun altro raccoglie e porta avanti.
È così che Saverio Scalia continua a vivere a Termini Imerese.
E sarà proprio nel segno del suo sorriso, della sua ironia e del suo amore per la lingua siciliana che si svolgerà la terza edizione di “Benedetti Sorci Verdi”, in programma venerdì 18 settembre alle ore 21.30 nei Giardini del Museo Civico di Termini Imerese.
Una rassegna che, anno dopo anno, è diventata una realtà ormai consolidata in città e che nasce con l’idea di lasciare spazio alle emozioni, alla creatività e alla libertà di raccontarsi. Pochi minuti a disposizione di ciascun partecipante per condividere con il pubblico qualcosa di sé: una poesia, una lettura, un pensiero, un’emozione.
Un piccolo spazio, ma abbastanza grande per lasciare qualcosa.
Il nome stesso della manifestazione affonda le sue radici nella poesia “I surci” di Saverio Scalia, nella quale i topi si dividono le parti della città e invitano il poeta a parlare. Un’immagine ironica e profondamente legata alla sua capacità di osservare la realtà, raccontarla e trasformarla in satira senza mai perdere la misura.
Ed è proprio questa eredità che quest’anno viene raccolta attraverso una novità speciale: nasce il Premio “Saverio Scalia” 2026, un concorso dedicato al miglior monologo comico inedito in dialetto siciliano, promosso nell’ambito di “Benedetti Sorci Verdi” dalla famiglia Scalia e da Damiano Giunta.
Un premio nato dalla volontà delle figlie di Saverio, Luna e Alice, e sostenuto economicamente dalla famiglia, per continuare a far risuonare quella lingua che Saverio amava e quella comicità che era una delle sue cifre più autentiche.
Non una comicità urlata, non fatta di volgarità o parole fuori posto. La sua era un’ironia garbata, spontanea, capace di arrivare al pubblico proprio perché sapeva sorridere della realtà senza mai perdere rispetto per le persone.
“Vi lascio il mio sorriso, continuate a sorridere”.
È forse questa la frase che più di tutte racconta ciò che Saverio lascia a chi lo ha conosciuto.
Operatore culturale, libero pensatore, memoria storica e anche ludica della città, Saverio ha dedicato una parte importante del suo percorso alla promozione della lingua siciliana e della cultura in ogni sua forma, con una particolare attenzione al sociale, all’ambiente e alle persone più fragili.
La sua passione per il teatro lo aveva portato anche a essere tra i fondatori del gruppo teatrale “Scialacori”, nato insieme a Matilde Lumia, Maria Grazia Cannavò e Damiano Giunta.
Il gruppo muove i suoi primi passi nella cornice di Piano Barlaci, in occasione della “Notte clandestina”, portando in scena la commedia “Gatto Barlacio”, spettacolo nel quale prendevano vita personaggi e sfumature della lingua e della cultura siciliana. Un titolo che, oltre a essere un omaggio a quel luogo e alla sua storia, richiama i gatti, animali che ne caratterizzano la presenza, ma anche i “Gatti”, cognome di alcune delle persone che abitano in quel posto.
Un dettaglio che racconta bene quella capacità di Saverio e del gruppo di trasformare la realtà del territorio in teatro, ironia e cultura siciliana.
Successivamente, tra le commedie portate in scena, troviamo anche “Notte di Natale a Piano Barlaci” e “L’eredità di nonno Matteo”, spettacoli che hanno contribuito a costruire nel tempo il percorso teatrale degli Scialacori.
Il premio “Saverio Scalia”
Il Premio “Saverio Scalia” 2026 mette in palio un primo premio di 500 euro, destinato al miglior monologo comico inedito esclusivamente in dialetto siciliano. Il testo dovrà avere una durata di cinque minuti, con una tolleranza di dieci secondi, e dovrà essere interpretato dall’autore. Sono ammessi partecipanti di qualsiasi età e residenza, ma il premio è riservato ai non professionisti. Il regolamento esclude testi volgari, offensivi, discriminatori o blasfemi, in linea con quella comicità leggera e rispettosa che apparteneva a Saverio.
La partecipazione è gratuita e sarà possibile candidarsi entro le ore 23.59 del 5 settembre 2026, inviando il materiale richiesto all’indirizzo benedettisorciverdi@gmail.com.
La premiazione e l’esibizione dei finalisti si svolgeranno proprio durante la serata di “Benedetti Sorci Verdi”, al Museo Civico di Termini Imerese.
Ma oltre al concorso, oltre ai 500 euro e oltre al palco, resta il significato più profondo di questa terza edizione.
Perché ricordare Saverio non significa parlare di qualcuno che non c’è più.
Significa continuare a parlare con Saverio.
Attraverso una battuta.
Attraverso una poesia.
Attraverso il dialetto siciliano.
Attraverso quella capacità, oggi forse ancora più preziosa, di trovare un sorriso anche dentro le cose difficili.
Il 18 settembre, nei Giardini del Museo Civico, i “Benedetti Sorci Verdi” torneranno dunque a raccontare emozioni in libertà. E tra quelle emozioni ce ne sarà una che, inevitabilmente, avrà il suo posto speciale.
Quella di un uomo che ha scelto di lasciare il proprio sorriso. E che, ancora oggi, continua a chiedere a tutti noi di fare la stessa cosa: sorridere.

