Termini Imerese, il 13 settembre la terza edizione della Ntinna a Mari”: tradizione, mare e comunità

Torna sul molo la ’Ntinna a Mari, la sfida sul palo insaponato sospeso sull’acqua che, dopo il rilancio nel 2023, festeggia quest’anno la terza edizione a Termini Imerese. L’appuntamento rientra nel programma dei festeggiamenti per Maria SS. della Catena.

A partire dalle 16:30, i concorrenti tenteranno di raggiungere la bandierina collocata in punta a una lunga trave unta di grasso e sapone, fissata orizzontalmente alla banchina e protesa sul mare. Ogni corsa è una prova di equilibrio e sangue freddo: un passo falso e si finisce tra gli spruzzi, tra le risate e l’incitamento del pubblico assiepato lungo il molo. È lo spirito popolare dell’Antinna: spettacolo, abilità marinaresca e identità condivisa.

Dopo un lungo periodo di stop a Termini Imerese l’Antinna è stata riportata in vita nel 2023, dentro il cartellone della festa della Madonna della Catena (prima edizione contemporanea), con grande partecipazione di pubblico; quell’anno vinse Antonio La Bua. Nel 2024 la gara è stata confermata nel programma dei festeggiamenti, consolidando il legame con la processione a mare della seconda domenica di settembre. L’edizione 2025 segna quindi il terzo appuntamento consecutivo con la tradizione.

Come funziona la gara

Il regolamento riprende l’impianto classico: una trave lignea sporge sul mare; l’estremità porta una bandierina. I partecipanti corrono uno alla volta sul palo reso scivoloso; vince chi afferra per primo la bandiera e la porta a sé senza cadere. In alcune edizioni, un marinaio imprime oscillazioni alla trave per aumentare la difficoltà, trasformando la prova in una vera “danza d’equilibrio” sull’acqua.1

Cenni storici, da un testo di Nando Cimino 

Non ci sono grossi appigli storici per poterne esaurientemente parlare nel contesto della nostra città; ma, nel ricordo di tanti anziani, questo entusiasmante gioco pare fosse ben presente già sul finire dell’ottocento.

E’ infatti pressoché certo che, insieme alle corse delle barche, (i lanciteddi), a ‘ntinna a mari facesse spesso parte del programma del fistinu di agosto in onore del Beato Agostino Novello. Fino a qualche anno fa Termini Imerese viveva, in maniera a volte esagerata, del campanilismo tra la parte bassa e quella alta della città; campanilismo che era ancor più acuito dalla presenza di due ben diverse categorie sociali, tra loro sempre in contrasto, ovvero quella dei pescatori e quella dei contadini. E così, mentre i viddani organizzavano per la festa della compatrona Santa Marina, e non solo in quel caso, a ‘ntinna ‘nterra; i piscatura, a loro volta, non perdevano occasione per ribattere proprio con la ‘ntinna a mari.

Una caratteristica questa, che sapeva quasi di sfida; e che, almeno sotto questo aspetto, potremmo definire tipicamente termitana. Attraverso i ricordi ancora vivi ed anche fotografici di alcuni nostri concittadini, e fra questi quelli del signor Giuseppe Saverino, abbiamo poi certezza che l’ultima edizione della ‘ntinna a mari, ebbe a tenersi nell’ormai lontano 1976 in occasione dei festeggiamenti della Madonna dei Peccatori. Ma si hanno notizie attendibili su quando e come venne creato questo suggestivo gioco, molto praticato nel sud Italia e soprattutto in Calabria e Sicilia?

Ebbene, qualche studioso, ci riporta del fatto che a ‘ntinna a mari possa essere stata “inventata” intorno alla metà del settecento, prendendo spunto proprio dalle attività marinaresche. In particolare si fa riferimento ai velieri; imbarcazioni che a prua avevano una lunga “antenna”, in gergo chiamata bompresso, che i marinai, a piedi scalzi e in precario equilibrio, percorrevano ogni qual volta c’era da sistemare vele e sartie.

Ma c’è pure chi, facendo leva sulla zona geografica in cui il gioco è maggiormente praticato, sostiene a sua volta che il lungo palo (oltre 15 mt.) sul quale ci si sfida per raggiungerne la punta e acchiappare la bandiera, possa anche riferirsi alle tipiche imbarcazioni usate per la pesca del pesce spada. Queste infatti, dette anche spatare, hanno sulla parte anteriore una lunga passerella (‘ntinna), dove il fiocinatore, con notevoli doti di equilibrio, si posiziona per colpire il pesce appena avvistato.

E quindi, così come è per il ceto agricolo la ‘ntinna ‘nterra, ovvero l’albero della cuccagna, potremmo definire “rievocativa” pure a ‘ntinna a mari. Essa ci riporta infatti al duro e difficile lavoro della gente di mare; categoria che anticamente, anche nella nostra città, era parecchio numerosa e poteva contare su una notevole flotta di varia stazza.

Più che una competizione, l’Antinna a Mari è un rito collettivo: la marineria locale, le confraternite e i volontari lavorano fianco a fianco per allestimenti e sicurezza; la comunità si ritrova sulla banchina, tra applausi e cori, in un clima di festa che culmina con gli eventi religiosi della Madonna della Catena. È qui che la tradizione dialoga con il presente: un gioco che viene da lontano e che, rinnovato, racconta ancora oggi il rapporto di Termini Imerese con il mare.

Clicca qui per iscriverti

Related Post

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *