Nella splendida cornice del ristorante “La Vetrana”, la Società del Carnovale ha svolto la cena di ringraziamento dedicata ai propri soci e a quanti hanno contribuito alla riuscita del Carnevale Termitano.
Una festa vissuta come un momento di famiglia, tra volti noti, collaboratori e istituzioni, alla presenza della Sindaca Maria Terranova, del vicesindaco Nicola Cascino e dei rappresentanti dell’amministrazione Giuseppe Cumbo e Fabio Lo Bono.
Tra memoria e futuro: 150 anni di storia e 15 dalla rinascita
La serata è stata organizzata per celebrare due momenti simbolici della storica associazione: i 150 anni della Società del Carnovale e i 15 anni dalla sua rinascita.
Grazie alle ricevute donate dal socio e presidente onorario Ciccinè La Mantia, si ha infatti testimonianza della presenza dell’associazione già dal 1876, quando organizzava il Carnevale Termitano. Non una data certa, ma una traccia storica significativa che racconta radici profonde.
Nel 2010, da un’idea del presidente Emanuele Caruana, condivisa con quelli che lui stesso definisce “famiglia”, si è deciso di riportare in vita la Società del Carnovale, permettendo anche alle nuove generazioni di conoscere e vivere una realtà storica della città.
Era l’11 febbraio 2011 quando la Società del Carnovale rinacque ufficialmente a Termini Imerese. Oggi, quell’impegno compie 15 anni.
“Per questo ulteriore traguardo sono grato a tutti i ragazzi che negli anni si sono susseguiti, aggiunti e hanno sposato il progetto.
Noi quando è nata la Società del Carnovale abbiamo trasmesso a tutti i ragazzi i due momenti molto importanti: salvaguardare la storia del nostro carnevale Termitano e i pilastri fondamentali sono quattro: U Nannu ca’ Nanna, i carri allegorici, i gruppi mascherati e u’ testamentu du Nannu. Tutto il resto è bellissimo, ma sono solo il contorno, la cornice di un quadro che raffigura già le parti più importanti”.
Il sogno condiviso del Museo del Carnevale
Una tradizione così importante meriterebbe una casa capace di custodirne la memoria. Il museo del Carnevale resta uno dei sogni più grandi della Società del Carnovale.
“Importantissimi storici del Carnevale, ma soprattutto gli organizzatori del Carnevale, e molti di loro, a partire dal Cavaliere Ignazio Casamento, lo zio Agostino La Rocca, proprietario delle maschere de U’ Nannu ca’ Nanna’, il Cavaliere Indovina, recentemente ho incontrato uno dei maestri cartapestai, Pino Caruso; negli anni mi hanno sempre manifestato la volontà di donare un pezzo della loro e della nostra storia alla città di Termini Imerese.
Anche chi non c’è più, ma sarà sempre con noi.
Recentemente anche Ninni Sansone ci ha comunicato che donerà sia la Nanna che il notaio Menzapinna in cartapesta, dato che lui nel corso degli anni ha sempre costruito il carro del Re Carnevale.
Voglio ringraziare anche la famiglia Abbruscato, ricordando lo zio Nino Abbruscato con un applauso.
I maestri cartapestai Crivello e Cirà doneranno alla Società del Carnovale l’opera d’arte realizzata proprio quest’anno, la sede storica del Comune di Termini Imerese in miniatura, che si spera un domani verrà conservata ed esposta anch’essa all’interno del museo del Carnevale.
Noi come Società del Carnovale ci speriamo e abbiamo in comune questo sogno così grande”.
La parola alle istituzioni
Presente alla serata anche la Sindaca Maria Terranova, che ha sottolineato il valore della manifestazione per la città:
“Sono stati anni difficili – afferma il primo cittadino –. Ricordo bene il primo Carnevale, la mia giunta si insediò nell’ottobre 2020 e ci apprestavamo ad organizzare il Carnevale 2021.
Durante la prima riunione mi resi conto della situazione complessa in cui si trovava l’organizzazione del carnevale, proprio perché si veniva da anni in cui veniva organizzato grazie alla buona volontà di maestri cartapestai, gruppi, associazioni di volontariato, società del carnovale, cittadini, che prestavano la loro opera a titolo di volontariato e quasi non si era più abituati a pensare ed organizzare il carnevale per come si deve.
I costi sono imponenti e ancora oggi non riusciamo a far fronte ai costi.
Da quella prima riunione mi resi conto che andava ricostruito quello che era lo spirito dietro il Carnevale Termitano e credo, ad oggi, che sia stata quella la parte più complicata.
Negli anni abbiamo cercato di migliorarci sempre di più, imparando dagli errori”.“Il Carnevale di Termini Imerese è la manifestazione principale, centrale della città di Termini Imerese, rappresenta un’indotto importante, non soltanto tradizione, cultura, patrimonio della città di Termini Imerese e da qui abbiamo capito che dovevamo renderci autonomi economicamente”.
“Fare parte della macchina organizzativa – prosegue – mi ha insegnato ad amare ogni pezzetto, ogni tassello, di questa tradizione. Grazie a voi per tutti gli insegnamenti e ciò che siete riusciti a trasmettermi in questi quasi sei anni, perché a prescindere da come andranno le elezioni comunali, personalmente conserverò ogni ricordo ed insegnamento, perché mi hanno consentito di guardare con uno sguardo diverso quella che è la tradizione della nostra città!”.
“Devo dire – ha aggiunto infine la Sindaca – che quando c’è la Società del Carnovale e quest’anno voi siete stati in prima linea nella gestione delle sfilate, nei tempi, nei ritmi, quando ci siete voi io sono tranquilla. Perché avete un modo, una professionalità, un’esperienza maturata nel corso degli anni che non ha eguali e questo ve lo volevo riconoscere e vi volevo ringraziare”.
Il lavoro di squadra: gli interventi dell’amministrazione
Il vicesindaco Nicola Cascino ha dichiarato:
“Voglio ringraziare anch’io tutti voi e sono felice di essere qui oggi. Noi abbiamo puntato tutto sui carri e i gruppi appiedati, quest’anno abbiamo scelto di investire sui carri e carristi, perché non ha prezzo il lavoro che svolgete ogni anno.
Quest’anno, dal mio punto di vista, si è creato per la prima volta uno spirito di gruppo tra persone che avevano voglia di organizzare al meglio un evento come quello del carnevale, riuscendo a fare squadra tra i singoli elementi, dall’organizzazione, all’amministrazione ad ogni singolo elemento.
Un ringraziamento speciale a Giuseppe Cumbo e Fabio Lo Bono, per essersi spesi senza limiti.
Ad oggi, possiamo dire con fierezza, che per la prima volta il 30 aprile, abbiamo pagato tutti e tutto e questo per noi è un grandissimo successo.
La cosa bella sarebbe lanciare il nostro carnevale, facendolo crescere ulteriormente e di creare una rete di turismo attorno ad esso.
Il vostro lavoro – riferito ai carristi – non finisce mai e non possiamo ridurlo agli ultimi mesi.
Un ringraziamento agli uffici di ragioneria e a chi lavora ogni giorno per raggiungere questi risultati e grazie alla Società del Carnovale per l’importante lavoro che svolge ormai da 150 anni nella nostra città!”.
Giuseppe Cumbo ha aggiunto:
“Un grazie non sarebbe abbastanza, in questi anni abbiamo fatto un lavoro immane, immenso.
La scelta di gestire il Carnevale è complicata, abbiamo scelto questa strada perché crediamo fortemente nel carnevale perché è patrimonio non solo della città, ma perché crediamo che possa essere fonte di sviluppo della città e per realizzarlo abbiamo bisogno di ognuno di voi.
Crediamo fortemente nella fondazione per fare il salto di qualità”.
Fabio Lo Bono ha concluso:
“Solo una scelta amministrativa forte ed importante ha portato l’ufficio a lavorare sotto forte ansia, lavorando ininterrottamente per raggiungere gli obiettivi preposti, ricevendo all’ultimo minuto un contributo dalla Regione Siciliana e anche quello è stato già rendicontato.
Alla fine è stata una scelta che è stata premiata, perché la gente è rimasta soddisfatta ed ha mostrato apprezzamento.
Mi associo ai ringraziamenti dell’amministrazione, ringraziandovi per il lavoro svolto”.
Il “testamento”: ironia, identità e ringraziamenti
Momento centrale della serata, la parodia in stile testamento interpretata da Fefè Menzamanica:
“Unné un testamentu,
ma è na parodia,
rapitivi aricchi
e ascutati a mia”.
Un lungo discorso in dialetto che ha racchiuso i ringraziamenti a tutti i protagonisti del Carnevale.
In ordine, i ringraziamenti:
- alla Sindaca Terranova e all’amministrazione comunale
- al vicesindaco Nicola Cascino
- al consigliere comunale Giuseppe Cumbo
- a Fabio Lo Bono
- a tutti i vigili urbani, nello specifico la Dottoressa Michela Cupini e il Dott. Riccardo Mantia
- alla Polizia di Stato, al Dott. Saverio Moschetti e all’Ispettore Giuseppe Gurgone
- agli amici delle associazioni: “Gli Angeli”, i vigilantes, la Protezione Civile comunale
- ai costruttori dei carri allegorici e dei gruppi mascherati
- a Carola Cafiso per i ritratti e Gaetano Spicuzza per l’addobbo delle vetrine
- a Dario Lo Bono per la realizzazione del giornalino
- alle ditte: Cascino, Sindacato UNSIC, Studio 88 e Fabrizio Russello
- alla concessionaria di Ciccio Gullo e all’edicola di Antonio Gatto
- un grazie particolare alla presidenza, ai soci e alla presidenza onoraria della Società del Carnovale
- a Salvatore Albamonte
- a Corrado Chiavetta e Carlo Rodolico
- a Mariangela Balsamo
- al notaio Ciccio Barracca
- un ringraziamento affettuoso a tutti i soci “che mettono cuore, anima e passione”
- alla Presidenza: Ugo Falgarini, Giuseppe Abate, Quintilio Mitello, Salvatore Calamaio
- all’amico e presidente onorario Gaetano Schifano
- all’amico fraterno, presidente onorario e storico affascinato Nando Cimino
Il ricordo che resta
Toccante il momento dedicato a Luciano Seminara:
“Cu emozioni sincera vulemu ricordari a Luciano Seminara, mittemuni additta e cu tuttu lu cori, un forti applausu facemuci arrivari”.
Al termine della parodia, il Presidente e i soci hanno consegnato delle targhe di ringraziamento ad ogni presente, per ringraziare e lasciare un ricordo di un momento di unione e ricambiare la fiducia riposta nei propri confronti.
L’omaggio ai notai e il momento più emozionante
Particolarmente intensa la consegna delle targhe ai due notai.
“Nando Cimino per noi rappresenta il papà della Società del Carnovale, oltre all’amicizia e alla storia che ci lega – ha affermato Emanuele Caruana –. Tutta la Società del Carnovale gli ha fatto una promessa, perché lui aveva già scelto di ritirarsi dalla figura del Notaio Menzapinna, ma per noi è una maschera che si va ad aggiungere a quella de U’ Nannu Ca’ Nanna e abbiamo fatto una promessa finché io sarò vivo, lui sarà sempre con me”.
Parole spezzate da un tono di commozione, suggellate in un abbraccio fraterno, quello tra il Presidente Emanuele Caruana e Nando Cimino. Non solo una promessa, ma un patto fedele di bene infinito e di rispetto reciproco che ha, inevitabilmente, commosso tutti i presenti in sala.
Il saluto del Nanno attraverso il nuovo Notaio, Ciccio Barracca
Subito dopo ha preso parola Damiano Giunta, nuovo Notaio Ciccio Barracca:
“Per me è stato faticoso andare a ricoprire la carica con il Notaio Menzapinna, perché talvolta si teme il confronto, e dunque, ciò che vi leggerò non è né un testamento, né nulla. Ma mi è venuto in mente in sogno il Nannu e quindi, vi volevo narrare ciò che mi ha detto”.
Portando i saluti a tutti i presenti e narrando delle avventure della Nanna durante l’assenza, causa morte post abruciatina del martedì grasso, del Nanno.
Un passaggio, il Nanno però, l’ha dedicato anche alle prossime elezioni del 24 e 25 maggio, sottolineando:
“Mi dissi la vecchia ca’ sottanna, ca’ accamadora a Termini un’assarragiuna,
dici c’avissiru ad esseri l”eleziuna.
Dici ca succerinu cosi strani, genti ca’ va satannu ca mancu li giurani.
Tutti innamurati, tutti competenti, tutti ossequosi di stu paisi, ma ò paisi di iddi un cinni futti nenti.
Picchì un paisi campa si ci su i cristiani, picchì se no un paisi mori.
Taliannumi ancora cu a risatella, ca’ manu salutò e prima di scumpariri sentenziò: Nutaru Barracca mi raccumannu, pigghiassi appunti, ca’ tutti sti belli cosi li scrivemu n’autru annu”.
Un riconoscimento finale
A chiudere la serata, i soci hanno conferito al presidente Emanuele Caruana una targa in onore dei suoi 15 anni di presidenza e dedizione.
Un riconoscimento che racchiude il senso più autentico della Società del Carnovale: una comunità che vive di storia, passione e futuro.



“Sono stati anni difficili – afferma il primo cittadino –. Ricordo bene il primo Carnevale, la mia giunta si insediò nell’ottobre 2020 e ci apprestavamo ad organizzare il Carnevale 2021.
“Unné un testamentu,
“Nando Cimino per noi rappresenta il papà della Società del Carnovale, oltre all’amicizia e alla storia che ci lega – ha affermato Emanuele Caruana –. Tutta la Società del Carnovale gli ha fatto una promessa, perché lui aveva già scelto di ritirarsi dalla figura del Notaio Menzapinna, ma per noi è una maschera che si va ad aggiungere a quella de U’ Nannu Ca’ Nanna e abbiamo fatto una promessa finché io sarò vivo, lui sarà sempre con me”.