Termini Imerese piange Pietro Di Giovanni, l’uomo che amava la sua città con le mani e con il cuore

Su Termini Imerese oggi è sceso un silenzio diverso, di quelli che fanno rumore dentro.
Un velo di tristezza ha avvolto la città alla notizia della scomparsa improvvisa di Pietro Di Giovanni, 76 anni. Una di quelle notizie che arrivano all’improvviso, spezzano il respiro e costringono a fermarsi, a guardarsi intorno con gli occhi lucidi, come se mancasse all’improvviso un pezzo di quotidianità.

Scultore, artista, ma prima ancora uomo dal cuore grande, marito, padre e e nonno esemplare, Pietro era una presenza discreta e preziosa. Un’anima buona e gentile, capace di lasciare un segno profondo in chiunque avesse la fortuna di incrociare il suo cammino.
Pietro Di Giovanni era un uomo perbene, sempre sorridente, con quello sguardo buono che ti faceva sentire a casa anche solo con un saluto. Era facile incontrarlo per le strade della città, durante le manifestazioni, e riconoscerlo da lontano per il suo sorriso di cuore, contagioso, e per l’immancabile cappello bianco.
Piccoli segni che oggi diventano ricordi preziosi, fotografie dell’anima che resteranno nella memoria di Termini Imerese.

Custode silenzioso di bellezza

Amava profondamente la sua Termini Imerese, non a parole, ma con i gesti concreti di chi sceglie ogni giorno di prendersi cura di ciò che appartiene a tutti.
Per anni si è dedicato con dedizione, amore e instancabile impegno alla villetta di via Vittorio Amedeo, trasformandola in uno spazio di bellezza, ordine e accoglienza. Quella villetta era per lui motivo di orgoglio, quasi un’estensione della sua casa e del suo cuore.

Con le sue mani non ha soltanto scolpito opere d’arte: ha aggiustato panchine, curato angoli dimenticati, rimesso insieme ciò che il tempo e l’incuria avevano rovinato.
Mani che hanno saputo creare, riparare, proteggere.
Oggi quelle mani non ci sono più, e resta un vuoto che pesa. Ma resta anche una promessa silenziosa: quella speranza di continuare i progetti a cui teneva tanto, di non lasciare incompiuto il sogno di una città più bella e più amata.

Il suo amore più grande: la famiglia

Il dolore più grande oggi è quello che attraversa le mura di casa sua. Lascia nello sconforto la moglie Amalia, compagna di una vita intera, con la quale ha condiviso 54 anni di matrimonio, 54 anni di amore, sacrifici, sorrisi e quotidianità.
Insieme hanno costruito una famiglia, crescendo tre figlie, intrecciando sogni e speranze. Le parole di Amalia sono poche, ma colme di un amore che non conosce fine:

«Sei stato un grande Uomo e soprattutto un grande Papà. Cinquantaquattro anni insieme non si potranno mai dimenticare. Sei stato il primo e unico amore della mia vita. Proteggici ora che sei nel Regno di Dio… prega per tutti noi».

A commuovere è anche il messaggio dei nipoti Pietro e Simone, cresciuti accanto a lui tra pane, musica d’altri tempi e racconti sull’arte, sulla bellezza e sull’amore per la propria città. Dai primi murales degli anni ’70 e ’80 fino alle opere degli ultimi tempi, un filo invisibile ha sempre legato nonno e nipote. Un legame profondo, unico, percepibile anche da chi li osservava semplicemente da fuori, da lontano.

«Ciao Nonno, Papà e migliore amico 
Non c’è da aggiungere nient’altro…
per chi ha avuto l’onore e la fortuna di conoscerlo già sa».

L’ultimo saluto 

I funerali si terranno sabato 7 febbraio alle ore 15:00 presso la Chiesa del San Salvatore di Termini Imerese. Sarà il momento dell’ultimo saluto, di una preghiera collettiva, di un abbraccio che unisce un’intera comunità nel dolore e nel ricordo.

La redazione di himeraweb.it si stringe attorno alla famiglia Di Giovanni con affetto e profonda stima, certa che il ricordo di Pietro continuerà a vivere nei luoghi che ha curato, nelle opere che ha lasciato e nei cuori di chi lo ha amato.

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