È trascorso un anno da quel pomeriggio in cui abbiamo ricevuto e, poco dopo, dato la tragica notizia della prematura scomparsa del nostro amico e concittadino Antonino Giuca.
Un anno durante il quale la città è andata avanti, ma con la triste assenza di uno dei suoi cittadini più appassionati. Di un uomo che ha amato Termini Imerese profondamente, fino all’ultimo, e che a modo suo ha sempre cercato di dare il proprio contributo per una città migliore.
Perché Nino non era una persona qualunque.
Era il volto di Termini, quello che incontravi per strada e salutavi con affetto. Quello che conoscevi magari da anni, quello che sapevi di poter trovare quando c’era qualcosa da fare, qualcuno da aiutare, una manifestazione da organizzare o semplicemente una città da vivere.
Nino era una presenza.
E quando una presenza così forte viene a mancare, ci si accorge della sua importanza soprattutto nelle piccole cose. E, forse, è proprio nelle occasioni in cui Termini si ritrova insieme che la sua assenza si è fatta sentire maggiormente.
Dietro ogni festa, ogni manifestazione, ogni iniziativa, è mancata quella presenza che sembrava quasi scontata. È mancata la sua voce, inconfondibile e riconoscibile tra mille: a volte per il tono, altre per le sue battute. Sono mancate le sue mani e la sua forza, quelle che erano sempre pronte a dare una mano quando c’era da montare un palco, spostare una transenna, sistemare qualcosa o semplicemente rendersi utili.
Non soltanto da volontario, ma da libero cittadino, come amava sentirsi.
È mancato il suo sorriso. Quello che Nino regalava agli amici, ma anche a chi, scherzando, lui stesso era solito definire «i nemici».
Perché chi ha conosciuto Nino sa che era impossibile non riconoscerlo.
Era diretto, schietto, a volte persino troppo. Una “testa calda”, come amava definirsi lui stesso. Difendeva sé stesso, la sua città e il suo pensiero, senza troppi giri di parole.
Ma dietro quell’apparenza da duro c’era una persona splendida. Un cuore grande, buono, immenso.
Chi ha avuto l’onore e la gioia di conoscere Nino non dimenticherà mai l’uomo che era e quella capacità tutta sua di esserci per gli altri.
Perché Nino era così e amava ricordarlo con una frase che oggi, a distanza di un anno, assume un significato ancora più forte:
«Io sono Nino Giuca, l’amico di tutti, nato e cresciuto tra piazza Bagni e piazza Sant’Anna e sono fiero di esserlo».
Era orgoglioso delle proprie radici. Orgoglioso di essere figlio di quei quartieri, di quelle strade, di quella città e Termini, in qualche modo, era parte di lui tanto quanto lui era diventato parte di Termini.
L’uomo che non si tirava mai indietro
Nino era un esempio di costanza, dedizione e voglia di migliorarsi.
Nel 2024 aveva conseguito il diploma, continuando a dividersi tra famiglia, lavoro, studio e volontariato. Una vita piena, fatta di impegni e responsabilità, ma anche di quella voglia di fare che sembrava non abbandonarlo mai.
Nino era un uragano inarrestabile.
Un uomo capace di rimboccarsi le maniche e mettersi a disposizione degli altri, spesso senza che nessuno glielo chiedesse.
La sua generosità non aveva bisogno di grandi discorsi: passava dalle azioni, dalle mani, dal tempo dedicato agli altri.
E così lo ricordano in tanti.
Come un uomo sincero, genuino, leale, determinato, capace di vivere la quotidianità con quella forza che nasceva dal suo amore per la vita, per le persone e per la propria terra.
Un figlio di Termini
Nino amava Termini Imerese con una passione che non aveva bisogno di essere spiegata.
La viveva. La difendeva.
La criticava quando pensava che fosse necessario, ma la difendeva con la stessa forza con cui difendeva le proprie idee.
Era uno di quegli uomini che non riuscivano a rimanere semplicemente spettatori.
Dove c’era qualcosa da fare, Nino voleva esserci.
Dove c’era qualcuno da aiutare, tendeva la mano. Dove c’era una manifestazione, un’iniziativa, una festa, lui trovava il modo di dare il proprio contributo.
Il suo amore per la città passava anche attraverso questo: attraverso il fare.
E forse è proprio questo uno dei ricordi più belli che ci ha lasciato.
Nino non si limitava a dire di amare Termini, faceva qualcosa di concreto per la sua città
Il suo amore per Termini e per il Carnevale
Tra i luoghi e le occasioni nei quali Nino lasciava maggiormente vedere il suo amore per la città c’era il Carnevale Termitano.
In diverse edizioni si era speso per la buona riuscita della manifestazione, occupandosi degli aspetti organizzativi e logistici e diventando, a tutti gli effetti, una presenza attiva della grande famiglia del Carnevale.
Era stato protagonista anche nell’organizzazione dei momenti legati alle maschere tradizionali di “U Nannu ca Nanna”, nei quartieri storici della parte bassa della città, proprio nei luoghi nei quali aveva vissuto la sua adolescenza.
Nino non si limitava a partecipare. Nino si dava da fare.
Ed era questo il suo modo di amare la propria città.
Lo scorso febbraio, anche il tradizionale giornalino del Carnevale ha voluto ricordarlo, attraverso le parole dell’associazione Amo Termini Imerese – Antonino Giuca, di cui era stato presidente.
Un ricordo che ha riportato alla memoria il suo impegno, il suo entusiasmo e quella passione che metteva in tutto ciò che faceva. Perché Nino, in fondo, non era soltanto uno dei tanti volti delle manifestazioni termitane.
Era parte della festa.
E oggi, quando una festa ricomincia, è inevitabile chiedersi dove sarebbe stato Nino.
Cosa avrebbe fatto.
Quale battuta avrebbe tirato fuori.
Cosa avrebbe detto guardando la sua città cambiare.
“Chissà cosa ne avrebbe pensato Nino…”
È una domanda che, in questo anno, sarà capitato di farsi a molti di noi.
Nino era un uomo libero e forse è proprio per questo che ci piace immaginarlo ancora lì, a volare sopra la sua Termini, a fluttuare sulla sua amata piazza Bagni, piazza delle Terme, a osservare dall’alto le strade nelle quali è cresciuto e la città che tanto amava.
A guardare tutti questi cambiamenti e a pensare a cosa ne avrebbe detto. Perché magari non avremmo condiviso sempre il suo pensiero.
Ma una cosa è certa: Nino avrebbe avuto qualcosa da dire e l’avrebbe detto a modo suo.
Un vuoto che il tempo non ha riempito
Nino ha lasciato un vuoto enorme nella sua famiglia, nella moglie Marika, nel figlio adolescente, nella sorella, nel cognato, nei nipoti e in tutti i suoi cari.
Ma ha lasciato un vuoto anche in quella grande comunità di persone che, negli anni, hanno avuto la fortuna di incontrarlo, conoscerlo, lavorare con lui, ridere con lui, discutere con lui e volergli bene.
Perché la città oggi piange non soltanto un amico, ma una presenza insostituibile.
E forse è proprio questo che abbiamo imparato in questo anno: quanto possa essere grande l’assenza di una persona che, nella quotidianità, era semplicemente abituata a esserci.
Per noi, Nino era un amico
Per la redazione di HimeraWeb questo anniversario ha un significato ancora più difficile da raccontare.
A distanza di un anno siamo ancora increduli, lacerati e profondamente scossi dalla prematura scomparsa del nostro amico.
Perché Nino non era soltanto un concittadino di cui raccontare le iniziative, un volontario da incontrare durante una manifestazione o una persona che finiva sulle nostre pagine.
Nino era un amico.
Era uno di noi.
Ed è proprio per questo che scrivere di lui al passato continua a sembrare così difficile.
In questo anno sono tornati alla mente ricordi, fotografie, conversazioni, risate, battute e momenti che custodiremo sempre nel profondo del cuore. Piccoli frammenti di quotidianità che oggi hanno assunto un valore diverso.
E forse è questo il modo più vero in cui le persone continuano a vivere dopo averci lasciato: nei ricordi che tornano senza essere chiamati, nelle frasi che ci sembra ancora di sentir pronunciare, nei luoghi che inevitabilmente ci fanno pensare a loro.
Nino sarà sempre parte di noi. Avrà sempre un posto speciale nel cuore di tutti coloro che lo hanno conosciuto e amato.
Continueremo a trovarlo nella sua Termini, nelle sue piazze, nelle sue strade, nel Carnevale, nelle manifestazioni e tra quella gente alla quale lui era così profondamente legato.
Ogni volta che qualcuno si rimboccherà le maniche per dare una mano.
Ogni volta che una festa avrà bisogno di qualcuno che ci sia.
Ogni volta che una voce si alzerà per difendere questa città.
E ogni volta che, davanti a qualcosa, ci verrà spontaneo pensare:
“Chissà cosa avrebbe detto Nino…”
Perché le persone come lui non si dimenticano.
Restano.
Restano nei luoghi che hanno amato, nelle persone che hanno incontrato, nelle cose che hanno fatto.
Restano nella memoria di una città.
E restano, soprattutto, nel cuore di chi ha avuto la fortuna di poterli chiamare amico.
Domani la messa in suo ricordo
A un anno dalla sua scomparsa, familiari, amici e quanti hanno conosciuto e amato Nino si ritroveranno lunedì 14 settembre, alle ore 18, presso la Chiesa Maria SS. della Consolazione, per la celebrazione di una Santa Messa in suo ricordo.
Sarà un momento per fermarsi, pregare e stringersi ancora una volta attorno alla sua famiglia.
Un momento per ricordare insieme Nino, con affetto e con quella nostalgia che il tempo non ha cancellato.
Perché un anno è passato.
Ma Nino no.
Nino è ancora qui.
Nelle persone che lo amano.
Nei ricordi che ha lasciato.
Nella sua città.
Ciao Nino.
Ci piace pensare che da qualche parte tu stia ancora guardando la tua Termini, magari proprio da piazza Bagni, con quella tua aria da “io ve l’avevo detto”.
E noi continueremo a parlare di te, a ridere ricordando le tue battute, a sentirti vicino nei luoghi che hai amato.
Perché un anno può cambiare tante cose, ma non può cancellare una persona che ha lasciato così tanto di sé negli altri.
E tu, Nino, di te ne hai lasciato tanto.
Troppo per poterti dimenticare.

