Una settimana di emozioni: Termini Imerese ha reso omaggio al SS. Salvatore tra messaggi solidari e ringraziamenti speciali

La luce delle candele, i canti che si intrecciano alle risate dei bambini, il profumo della salsiccia arrostita che invade le vie del quartiere: i festeggiamenti in onore del SS. Salvatore hanno lasciato ancora una volta un segno profondo nella vita della comunità. Non solo una ricorrenza religiosa, ma un mosaico di emozioni, incontri e gesti che raccontano un popolo che sa camminare insieme.

Una settimana intensa di iniziative tra messe, cerimonie e momenti di solidarietà, che ha visto una parrocchia in movimento grazie al coinvolgimento di tutti i gruppi della comunità, dalla Confraternita al comitato dei festeggiamenti guidato da padre Gaetano.

Ogni festa ha il suo cuore, e quest’anno ha battuto al ritmo dei passi di danza. Sul palco, i maestri Giorgio Saverino, Giuseppe Chiaramonte, Anna e Rosà Savarino hanno trasformato il ballo in un linguaggio universale, capace di dire ciò che le parole a volte non bastano a esprimere. Ogni movimento è diventato denuncia, ogni figura un appello: “No alla violenza sulle donne”. Il pubblico, rapito, ha applaudito non solo l’arte, ma anche il coraggio di dare voce al silenzio.

Bambini protagonisti

Il sabato si è aperto con la benedizione degli zaini, un gesto semplice ma denso di speranza: la scuola come inizio, come seme di futuro. Subito dopo, i piccoli hanno sognato con l’Opera dei Pupi dedicata a Francesco Bartolone, curata dall’Associazione Carlo Magno di Enzo Mancuso. Tra duelli cavallereschi e magie sceniche, i bambini hanno guardato con occhi sgranati un’arte che parla ancora al loro cuore.

E quando è salito sul palco Chikko Celentano, l’allegria ha travolto tutti. Le note immortali del “molleggiato” hanno fatto ballare e cantare ogni generazione, in una serata che si è conclusa con il sapore buono della tradizione: la sagra della salsiccia, che ha trasformato una cena in un abbraccio collettivo.

La domenica, la festa ha assunto il volto della devozione. La processione del SS. Salvatore ha percorso le strade tra canti, preghiere e occhi lucidi. Un momento che ha unito interi quartieri sotto lo stesso segno, quello della fede. Non è mancato il ricordo di chi non c’è più: Francesco, Giuseppe e Michele, volti e nomi che hanno fatto parte della Confraternita e che continuano a vivere nel cuore della comunità.

Il valore del dono

Nel mezzo della festa, la comunità ha scelto di fermarsi per dire “grazie” a chi, con il proprio impegno silenzioso, costruisce ogni giorno un pezzo di bene comune. Raimondo Trapani  ha ricevuto una targa per il servizio svolto nel sociale, premi consegnati dal Dottor Marcello Distefano, formatore per i ragazzi in affidamento e in messa alla prova presso l’Associazione Beato Agostino Novello, e da Nino Mancuso, illustre componente dell’Associazione Carlo Magno.

Un’altra targa è stata conferita a Giovanni Incandela, operatore della DUST, consegnata dal Vicesindaco Nicola Cascino e dal Presidente del Consiglio Comunale Michele Longo.

Le parole del presidente del Consiglio comunale Michele Longo hanno suggellato il momento:
“La premiazione di Raimondo Trapani e Giovanni Incandela, nel ricordo di Francesco, rafforza il senso di comunità e l’importanza di riconoscere e valorizzare chi, con il proprio operato, contribuisce a rendere la nostra città un luogo migliore.”

Una comunità viva

Se c’è un’immagine che resta impressa, è quella di una comunità che non si limita a festeggiare, ma vive la propria fede intrecciandola con l’arte, la solidarietà, il ricordo. Don Gaetano Marsiglia, instancabile parroco e regista di questa settimana intensa, ha ricevuto i complimenti di tutti per l’organizzazione impeccabile. Ma il vero successo è stato un altro: vedere una parrocchia in movimento, un popolo che, passo dopo passo, continua a camminare insieme dietro al suo Santo.

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