Dopo il vasto incendio che tra il 26 e il 27 luglio ha devastato parte della zona industriale di Termini Imerese, arrivano i primi risultati del monitoraggio ambientale eseguito da Arpa Sicilia. L’Agenzia regionale, intervenuta fin dalle prime fasi dell’emergenza su richiesta del sindaco, rende noto che le analisi dei campioni d’aria evidenziano un impatto ambientale “circoscritto e coerente con la tipologia dei materiali combusti”, pur confermando che i controlli proseguiranno nei prossimi giorni.
Il rogo, alimentato dal forte vento di Scirocco, ha coinvolto numerosi capannoni industriali e depositi, interessando aziende che operano nei settori dei detersivi, dei materiali plastici, delle forniture elettriche e di altri prodotti commerciali. Le fiamme hanno generato un’imponente colonna di fumo nero visibile a chilometri di distanza, causando la temporanea chiusura dell’autostrada A19 Palermo-Catania e l’interruzione della circolazione ferroviaria tra Fiumetorto e Termini Imerese. Sul posto sono intervenute numerose squadre dei Vigili del Fuoco, la Protezione civile, le forze dell’ordine e mezzi aerei antincendio.
Secondo quanto riferisce Arpa Sicilia, il personale tecnico è stato attivato alle 17.50 del 26 luglio e ha immediatamente avviato le attività di monitoraggio ambientale in stretto raccordo con Vigili del Fuoco e Protezione civile. Le verifiche hanno consentito di seguire l’evoluzione dell’incendio, stimare la dispersione degli inquinanti e prelevare tre campioni d’aria tramite canister, successivamente analizzati dal Laboratorio di riferimento dell’Agenzia.
Le condizioni meteorologiche hanno contribuito a limitare gli effetti dell’incendio sulle aree abitate.
La costante ventilazione dai quadranti meridionali ha infatti spinto la nube di fumo prevalentemente verso il mare, riducendo la ricaduta degli inquinanti nell’entroterra.
I risultati delle analisi confermano che le sostanze rilevate sono compatibili con la combustione dei materiali presenti nei capannoni interessati dalle fiamme – tra cui plastiche, cavi elettrici, prodotti chimici e articoli casalinghi – e descrivono un impatto ambientale circoscritto all’evento.
Nel frattempo, l’incendio è stato quasi completamente domato già nella mattinata del 27 luglio, quando nell’area erano presenti soltanto alcuni focolai residui e sono iniziate le operazioni di messa in sicurezza. Restano però pesantissime le conseguenze economiche per il tessuto produttivo locale: secondo le prime stime sarebbero oltre dieci le aziende danneggiate, mentre la Procura di Termini Imerese ha aperto un’inchiesta, al momento contro ignoti, per accertare le cause del rogo e ricostruire l’esatta dinamica dei fatti.
Arpa Sicilia ha annunciato che il monitoraggio proseguirà anche nei prossimi giorni con valutazioni modellistiche sulla dispersione degli inquinanti, l’eventuale installazione di un campionatore ad alto volume nei punti ritenuti più significativi e una campagna di campionamenti del suolo per verificare l’eventuale presenza di depositi di sostanze inquinanti derivanti dalla ricaduta dei fumi. L’obiettivo è completare il quadro ambientale dell’evento ed escludere possibili criticità residue per il territorio.

