Rinasce quasi un anno fa il giovane Alessandro Di Francesca, Montemaggiorese venticinquenne vittima di un incidente con la motozappa.
La storia di Ale, come lo chiamano tutti, ha inizio a Montemaggiore Belsito, piccolo comune dell’entroterra siciliano. Qui Alessandro cresce tra la passione per la natura e allevamento di pecore (passione tramandata dal nonno materno), la passione per le corse automobilistiche (trasmessa dagli zii Roberto e Giuseppe e dal papà) e per il suo amato bar, dov’è cresciuto lavorativamente e personalmente (con l’esempio dello zio Giacomo, zia Salvina, mamma Linda e papà Mimmo).
La sua vita sembra andare per il verso giusto, dividendosi tra lavoro, fidanzata, amici e passioni. Ma il 29 aprile di quasi un anno fa la vita decide di metterlo a dura prova, proprio mentre si occupava di una delle terre lasciate dall’amato nonno viene travolto dalla motozappa che stava guidando per arare la terra.
La vista si annebbia, il corpo viene pervaso da dolori lancinanti e per il giovane Alessandro inizia una vera e propria lotta tra la vita e la morte.
Accorrono i soccorsi, i familiari, gli amici e tra un via vai, urla disperate e preoccupazioni Alessandro viene trasportato d’urgenza in elisoccorso all’ospedale Civico di Palermo dove arriva in codice rosso.
La notizia inizia a girare, tutti si chiedono chi é questo giovane in gravi condizioni, ma soprattutto tutti iniziano a pregare per lui. Ha inizio così un tamtam su sui social e le app di messaggistica, con gruppi di preghiera creati appositamente per il giovane montemaggiorese.
Le restrizioni dovute al Covid 19 non permettono a nessuno di avere notizie e mentre i medici proseguono la lunga battaglia tra la vita e la morte di Ale, i familiari sono fuori, convinti che non rivedranno mai più il loro caro.
L’operazione va bene, resta in pericolo di vita ed é come se la sua vita stessa si fosse trasformata in un grande punto interrogativo.
Intanto nel piccolo comune formato da 2980 abitanti si organizza una veglia di preghiera che durerà fino a tarda notte. È proprio all’interno della piccola chiesetta dedicata al Crocifisso che si radunano tantissimi giovani e adulti, tutti stretti in un abbraccio simbolico attorno alla famiglia.
Una lotta continua
Trascorrono due giorni dall’incidente, quando i medici riscontrano una grave infezione nel corpo di Alessandro, la gamba che in un primo momento credevano di essere riusciti a salvare va amputata. Ha inizio così un nuovo calvario per la famiglia e per il giovane, costretto ancora a lottare con tutte le proprie forze.
Alessandro é forte, lotta e insieme a lui lotta tutta l’equipe di medici dell’ospedale Civico.
L’operazione si conclude, l’esito è positivo: ha una gamba in meno, ma Alessandro è vivo.
Siamo abituati a vedere questi eventi per come eventi negativi, ma quando si piange un figlio, un nipote, un cugino, un amico per morto e poi si viene informati che finalmente è fuori pericolo é come se spuntasse il sole dopo una tempesta di fulmini.
Il sole per Alessandro é spuntato, ha dovuto lottare con le nuvole, ma alla fine é tornato più forte di prima.
La testimonianza di un familiare
E’ proprio durante degli eventi così tragici che ci rendiamo conto di quanto la comunità sia vicina alle famiglie e di quanto la vita sia forse parte di un segno divino o di un destino, ma sia parte imprescindibile di qualcosa più grande di noi.
Da una testimonianza commossa dei familiari appunto si apprende quanto delle “casualità” siano state viste come un segno di rinascita, di forza.
Durante la processione di San Giuseppe, mentre i nostri compaesani avevano fatto fermare la processione con la vara proprio dinnanzi al “Bar degli amici”, gestito da Giacomo (lo zio) e Ale, noi eravamo in ospedale perché ci era arrivata la notizia dell’amputazione della gamba destra.
Questo lo abbiamo saputo in un secondo momento.
Mentre un’altra situazione simile e a tratti veramente emozionante l’abbiamo vissuta il 3 maggio, data importante per Ale, perché proprio a mezzogiorno e un minuto, momento in cui il Crocifisso veniva uscito dalla chiesa per essere portato in processione, a noi è arrivata la notizia che Ale era finalmente fuori pericolo.
Questo, per noi credenti, che ci siamo affidati a Dio e al Santissimo Crocifisso è stato un segno importante, abbiamo compreso che tutto sarebbe finalmente andato per il meglio.
La sua rinascita

Inizia così la sua rinascita, dalle sue passioni, una tra tutte: la corsa automobilistica.
Dal letto dell’ospedale in cui è ricoverato Ale non fa altro che pensare come e a quando potrà tornare a guidare.
A dargli forza ci sono sempre mamma Linda, papà Mimmo, nonna Carolina e la fidanzata Karola, che non smettono mai di ripetergli che in un modo o in un altro tornerà a sfrecciare con la sua auto.
E per lui fanno il tifo anche gli amici, i parenti e tante persone che non lo hanno mai conosciuto, ma che ne hanno conosciuto la storia.
Come un giocatore al novantesimo minuto non vuole deludere i propri tifosi, Ale non vuole deludere chi ha creduto in lui, ma principalmente sé stesso: giorno dopo giorno, con la testardaggine e forza d’animo che lo contraddistingue lotta con tutte le sue forze affinché quel sogno possa trasformarsi in realtà!
Il lungo periodo di convalescenza non ferma il giovane montemaggiorese, che approfitta del periodo per informarsi e soprattutto trovare la soluzione più adeguata per tornare alla guida e soprattutto per tornare a partecipare agli eventi automobilistici.
Le soluzioni sembrano giungere in breve tempo, grazie a tutti gli amici appassionati e agli amici meccanici del giovane.
Ha inizio così un nuovo capitolo della sua vita, un capitolo in cui verrà accompagnato da una nuova auto, una Clio Williams blu sulla quale sfreccerà allo Slalom che si terrà il prossimo 30 aprile a Montemaggiore Belsito.
Una data simbolica
29 aprile 2022
29 aprile 2023

È una data simbolica quella dello slalom, che nella vita di Ale giunge come un segno del destino; una data che racconta della sua rinascita e della sua vittoria sulla vita.
La storia del giovane Alessandro, dunque potrebbe essere definita come un esempio per tutti quei giovani che tendono a perdere la forza d’animo e a scoraggiarsi dinnanzi le difficoltà.
La bellezza della vita, la gioia di voler realizzare i propri sogni e di mettersi in gioco nonostante le difficoltà che la vita ci pone davanti.
Ed ecco che Ale gareggerà allo slalom circondato da tutti coloro che gli vogliono bene, pronti a fare il tifo per lui, per festeggiare la vittoria più bella, quella con la vita.
“Il dolore di ieri è la forza di oggi”.
Questa è la frase simbolo che racchiude tutto ciò che abbiamo raccontato sino a qui, tutto ciò che ha vissuto Alessandro e ciò che con la sua storia e il suo coraggio vuole trasmettere: non fermarsi mai dinnanzi al dolore, ma continuare a lottare a testa alta, rimboccarsi le maniche e lottare per realizzare i propri sogni.
Infine, la famiglia ci tiene a ringraziare nuovamente tutti i soccorsi, il personale sanitario, le forze dell’ordine, gli amici, i concittadini e per ultimi, ma non per importanza il Sindaco e il Dott. Cosimo Gullo (medico personale di Ale) che sono accorsi ad aiutare Alessandro nel momento dell’incidente e che non lo hanno mai lasciato da solo.
Appuntamento quindi al prossimo 29-30 aprile per 1° Slalom Città di Montemaggiore Belsito.

