Una giornata di festa, partecipazione e spettacolo al Molo Trapezoidale. L’imprevisto interrompe la gara, ma non cancella il valore di una manifestazione tornata a essere patrimonio della città.
A volte una festa non va esattamente come era stata immaginata. Può accadere che, proprio quando la tensione è al massimo e gli occhi di centinaia di persone sono puntati verso il mare, qualcosa di imprevedibile interrompa lo spettacolo.
È quanto accaduto ieri al Molo Trapezoidale di Termini Imerese, durante l’edizione 2026 della tradizionale ‘Ntinna a Mari: il palo, sul quale i concorrenti si stavano cimentando nella difficile sfida verso la bandiera, si è spezzato, ponendo fine anzitempo alla gara.
Un epilogo certamente inatteso, che ha lasciato un po’ di amarezza tra i partecipanti e tra il pubblico. Ma sarebbe riduttivo raccontare la giornata soltanto attraverso ciò che è accaduto negli ultimi istanti della competizione.
Perché ieri, al porto, la ‘Ntinna a Mari ha comunque vinto.
Ha vinto la partecipazione, ha vinto il pubblico. Ha vinto il mare di Termini Imerese, ancora una volta trasformato in un grande spazio di festa. E ha vinto soprattutto la volontà di un gruppo di persone che, con passione, tempo e sacrificio, continua a investire nella riscoperta di una delle tradizioni più caratteristiche della marineria termitana.
Una tradizione tornata a vivere
La ‘Ntinna a Mari non è semplicemente una gara.
È una tradizione che appartiene alla memoria della città e che, dopo 47 anni di assenza, è tornata a essere protagonista dell’estate termitana nel 2023. Da allora, anno dopo anno, l’appuntamento è riuscito a riconquistare il proprio spazio nel calendario cittadino, richiamando concorrenti, famiglie, curiosi e tantissimi spettatori.
Anche ieri la risposta della città non è mancata.
Dalla banchina e dalle numerose imbarcazioni posizionate intorno al campo di gara, il pubblico ha seguito ogni tentativo, accompagnando i concorrenti con applausi, risate, incitamenti e quella sana partecipazione popolare che rappresenta forse il vero cuore della ‘Ntinna.
Sul fondo, il profilo del San Calogero e il mare hanno fatto ancora una volta da scenografia naturale a una manifestazione che trova proprio nell’acqua la propria dimensione più autentica.
Il lungo palo, sospeso sul mare e reso scivoloso, è tornato a rappresentare quella sfida apparentemente semplice e, proprio per questo, irresistibile: arrivare fino alla bandiera, mantenendo l’equilibrio e sfidando il palo, il vento, l’acqua e soprattutto la propria paura di cadere.
Quando l’imprevisto diventa parte della storia
Poi, proprio quando la gara sembrava poter regalare il suo vincitore, è arrivato l’imprevisto.
Il palo ha ceduto.
Per qualche istante è calato un silenzio diverso. Alla sorpresa si sono mescolate inevitabilmente la delusione e qualche momento di apprensione. Poi, come spesso accade nelle feste popolari, sono tornati i sorrisi, le battute e quella capacità tutta termitana di trasformare anche un episodio inatteso in un ricordo destinato a essere raccontato.
Nessun vincitore sul palo, dunque.
Ma questo non significa che non ci siano stati vincitori. Perché una manifestazione non si misura soltanto dal momento conclusivo della gara, né può essere giudicata esclusivamente sulla base di un imprevisto.
Si misura anche attraverso le persone che la rendono possibile, quelle che partecipano, quelle che assistono e quelle che scelgono di esserci.
E ieri erano davvero in tanti.
Il valore di chi continua a crederci
Dietro una manifestazione come la ‘Ntinna a Mari ci sono settimane e mesi di lavoro, organizzazione, autorizzazioni, preparativi, collaborazione, volontariato e attenzione a tanti aspetti che spesso rimangono invisibili agli occhi del pubblico.
C’è soprattutto la scelta, non scontata, di dedicare tempo ed energie alla propria città per recuperare una tradizione che rischiava di rimanere soltanto nei ricordi di chi l’aveva vissuta tanti anni fa.
È questo il valore che merita di essere riconosciuto.
Gli imprevisti possono accadere, e quello di ieri rappresenterà certamente un’esperienza dalla quale gli organizzatori potranno trarre indicazioni utili per il futuro. Ogni edizione porta con sé qualcosa da migliorare, da correggere e da perfezionare.
Ma proprio questo significa costruire una manifestazione: avere la capacità di imparare anche da ciò che non è andato secondo programma e trasformarlo in esperienza per l’edizione successiva.
La ‘Ntinna a Mari non ha bisogno di polemiche per essere raccontata. Ha bisogno, piuttosto, di idee, collaborazione e persone disposte a continuare a crederci.
Una festa che non finisce qui
E soprattutto, quella di ieri non era una giornata isolata. La ‘Ntinna a Mari è inserita nel programma dei festeggiamenti in onore di Maria SS. della Catena, una ricorrenza profondamente legata alla storia marinara e alla devozione della comunità termitana. Il mare, ancora una volta, è stato il filo conduttore capace di unire tradizione popolare, sport e fede. E la festa continua.
Domenica 13 settembre Termini Imerese tornerà a ritrovarsi al Molo Trapezoidale per una nuova giornata dedicata al mare.
Alle 17.00 è in programma la Gara di SUP 2026, un altro appuntamento sportivo inserito nel calendario dei festeggiamenti. A seguire, alle 17.30, è prevista la celebrazione eucaristica, mentre alle 18.30 il simulacro di Maria SS. della Catena sarà protagonista della tradizionale processione a mare, accompagnata dalla commemorazione dei Caduti del Mare.
Sarà un’altra occasione per ritrovarsi, per vivere il porto, per condividere una tradizione e per accompagnare la Madonna nel suo incontro con quel mare che da sempre rappresenta una parte fondamentale dell’identità della città.
Appuntamento al prossimo anno
Ieri la ‘Ntinna si è spezzata.
La tradizione, invece, no.
Quella continua a vivere nelle persone che hanno partecipato, negli spettatori che hanno riempito il porto, nei concorrenti che hanno accettato la sfida e nei volontari che hanno scelto di mettersi ancora una volta al servizio di una manifestazione che appartiene alla memoria collettiva di Termini Imerese.
L’edizione 2026 consegna alla città un’immagine insolita e, per certi versi, destinata a rimanere nella storia della manifestazione.
Adesso toccherà fare tesoro di questa esperienza, lavorare per migliorare ancora e prepararsi a una nuova sfida.
Perché la bandiera, prima o poi, tornerà a sventolare sulla punta di quella ‘Ntinna.
E il prossimo anno, ne siamo certi, Termini Imerese sarà ancora lì a guardarla.
Appuntamento al 2027.
E prima ancora, domenica prossima, tutti al Molo Trapezoidale per continuare a vivere insieme i festeggiamenti della Madonna della Catena, tra sport, fede, mare e tradizione.

