Il provvedimento è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Piana degli Albanesi su disposizione del GIP del Tribunale di Termini Imerese, nell’ambito di un’indagine coordinata dalla Procura
Un provvedimento di divieto di avvicinamento è stato eseguito dai Carabinieri della Stazione di Piana degli Albanesi nei confronti di un 37enne del posto, indagato per presunti maltrattamenti nei confronti dei propri genitori.
La misura cautelare è stata disposta dal Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Termini Imerese, su richiesta della Procura della Repubblica guidata dal procuratore Vittorio Antonio Cavallo, al termine degli accertamenti condotti dai militari dell’Arma.
Secondo quanto ricostruito nell’ambito dell’attività investigativa, gli episodi contestati sarebbero riconducibili allo scorso mese di luglio e si sarebbero inseriti, secondo l’ipotesi accusatoria, in un quadro di condotte vessatorie reiterate nel tempo ai danni dei due genitori.
L’indagine nell’ambito del “Codice Rosso”
Il procedimento è stato avviato nell’ambito del “Codice Rosso”, il sistema di tutela e intervento previsto dall’ordinamento per i procedimenti relativi, tra gli altri, a episodi di violenza domestica e di genere.
Ricevuta la segnalazione, i Carabinieri avrebbero avviato tempestivamente gli accertamenti di polizia giudiziaria, raccogliendo gli elementi successivamente trasmessi all’autorità giudiziaria. Gli approfondimenti investigativi avrebbero quindi consentito alla Procura di sottoporre al GIP la richiesta di una misura cautelare a tutela delle presunte vittime.
Il giudice, valutati gli elementi acquisiti, ha disposto il divieto per l’indagato di avvicinarsi ai luoghi abitualmente frequentati dai genitori.
Il provvedimento è stato successivamente notificato dai Carabinieri della Stazione di Piana degli Albanesi, che hanno rintracciato il 37enne e dato esecuzione alla misura.
La tutela delle vittime passa dalla tempestività
Il caso riporta l’attenzione sulla particolare delicatezza delle situazioni di violenza e maltrattamento all’interno del contesto familiare, dove le vittime possono trovarsi a condividere spazi e relazioni con la persona ritenuta responsabile delle condotte contestate.
In questo quadro, la tempestività della segnalazione e l’immediata attivazione degli strumenti previsti dalla legge rappresentano elementi centrali per consentire all’autorità giudiziaria di valutare rapidamente la situazione e, quando ne ricorrano i presupposti, adottare misure finalizzate alla tutela delle persone coinvolte.
È importante sottolineare che il procedimento si trova nella fase delle indagini e che la responsabilità dell’indagato dovrà essere accertata con sentenza definitiva.

