Ancora un episodio di violenza al pronto soccorso dell’ospedale Civico di Palermo. Un paziente è stato arrestato dopo aver aggredito un infermiere e danneggiato computer, arredi e attrezzature presenti nell’area di emergenza.
L’episodio si è verificato mentre l’uomo si trovava già all’interno del pronto soccorso ed era stato preso in carico dal personale sanitario. Secondo una prima ricostruzione, il paziente avrebbe iniziato a protestare per i tempi di attesa, pretendendo di essere visitato e assistito immediatamente. La situazione è progressivamente degenerata fino all’aggressione ai danni di un infermiere.
Non si sarebbe limitata all’operatore sanitario la condotta dell’uomo. Durante la concitazione, infatti, sarebbero stati danneggiati anche alcuni computer, arredi e attrezzature utilizzati quotidianamente dal personale del pronto soccorso.
L’intervento delle forze dell’ordine ha riportato la situazione sotto controllo e l’episodio si è concluso con l’arresto del paziente.
È la seconda aggressione in una settimana
Il nuovo caso arriva a pochi giorni da un altro episodio di violenza avvenuto nello stesso pronto soccorso. Sono quindi due le aggressioni registrate al Civico nell’arco di una settimana, una sequenza che riporta al centro dell’attenzione le condizioni di lavoro degli operatori sanitari e il tema della sicurezza nelle aree di emergenza.
A incidere sulla gestione del pronto soccorso, secondo quanto segnalato dal Nursind, ci sarebbe anche una forte pressione sugli spazi disponibili. Il sindacato degli infermieri evidenzia come la struttura abbia una ricettività di circa 54 pazienti, mentre nella quotidiana attività assistenziale il numero delle persone presenti può arrivare anche a superare quota 100.
Una situazione che, secondo il sindacato, rende più complessa l’organizzazione del servizio. Pazienti, accompagnatori, barelle, dispositivi medici e operatori si trovano infatti a condividere spazi spesso molto affollati, con conseguenti difficoltà nella gestione delle emergenze e nella prevenzione di possibili episodi di aggressività.
Nursind: “Adesso basta, la misura è colma”
A intervenire sul nuovo episodio è stato Giampiero Buglisi, segretario aziendale del Nursind, che ha espresso forte preoccupazione per la frequenza delle aggressioni.
“Adesso basta. La misura è colma”, è il commento del rappresentante sindacale, che considera le due aggressioni avvenute in appena sette giorni un segnale che non può essere ignorato.
Buglisi ha inoltre posto l’attenzione sull’efficacia delle misure di sicurezza attualmente presenti nella struttura, compresa la vigilanza, chiedendo quali ulteriori episodi debbano verificarsi prima che vengano adottati nuovi provvedimenti.
Il Nursind ha annunciato l’intenzione di rivolgersi al prefetto di Palermo per segnalare una situazione che, secondo il sindacato, non può più essere considerata un’emergenza occasionale.
Sicurezza degli operatori e sovraffollamento
L’ennesima aggressione riaccende dunque il dibattito sulla sicurezza nei pronto soccorso e sulle condizioni nelle quali medici, infermieri e personale sanitario sono chiamati quotidianamente a lavorare.
Per il Nursind, la questione non riguarda soltanto la presenza di sistemi di vigilanza, ma anche la gestione degli accessi, la disponibilità degli spazi e il numero di pazienti che la struttura deve riuscire a gestire ogni giorno.
Il nuovo episodio del Civico, oltre ad aver coinvolto direttamente un infermiere, ha provocato danni a strumenti e arredi utilizzati per l’attività sanitaria. Il sindacato chiede quindi che la situazione venga affrontata con interventi concreti, mentre l’attenzione si sposta ora anche sulla Prefettura di Palermo.
Due aggressioni in una settimana riportano così in primo piano le criticità di un pronto soccorso chiamato ogni giorno a gestire un elevato numero di accessi e riaprono il confronto sulle misure necessarie per garantire sicurezza a operatori, pazienti e accompagnatori.

